Storace dà il via libera agli sconti sui farmaci

La federazione dei farmacisti ottiene il divieto di vendere prodotti medicinali al supermercato

Jacopo Granzotto

da Roma

Farmaci scontati al massimo del 20 per cento e, per ora, mai al supermercato. Federfarma e ministero della Salute fanno la pace e sbloccano l’applicazione sul campo del decreto legge sul prezzo dei farmaci non rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, quelli di fascia C, con o senza obbligo di prescrizione. Un decreto approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 20 maggio, e fino ad ora mal digerito dai farmacisti.
Ieri, l’inversione di tendenza con l’intesa siglata al ministero della Salute per dare «massima efficacia al decreto sui farmaci». Presenti il ministro Francesco Storace, il sottosegretario Cesare Cursi e il presidente di Federfarma, Giorgio Siri. In sostanza l’accordo assicura «piena collaborazione» di Federfarma all’applicazione del decreto e prevede, nel cosiddetto «pacchetto farmacia», l’impossibilità della vendita dei medicinali al di fuori del canale distributivo farmaceutico, come avviene invece regolarmente all’estero.
Una tregua che non nasconde «timori sul provvedimento - si legge in un comunicato di Federfarma - pur rivendicando alla propria iniziativa l’introduzione nel decreto del primo comma, teso a salvaguardare le professionalità sanitarie del farmacista e la limitazione allo sconto del 20 per cento e ai soli prodotti senza prescrizione e da banco».
Da parte sua il ministro Storace si impegna a risolvere alcuni problemi come l’applicazione della direttiva comunitaria contro i ritardi nei pagamenti dei crediti, la riapertura della trattativa per il rinnovo della convenzione farmaceutica, la tutela del ruolo della farmacia italiana presso l’Ue, il cambiamento delle fasce di prezzo dei medicinali rimborsabili e la costituzione di un tavolo di confronto sulle «farmacie rurali» (in comuni con non più di 5000 abitanti), non appena sarà prodotta la piattaforma di settore.
In dettaglio il decreto salvaprezzi estende ai farmaci di fascia C la disciplina vigente per i medicinali inseriti in fascia A. Il farmacista è tenuto a informare il cliente della presenza in commercio di medicinali aventi uguale composizione di principi attivi ma meno costosi. Viene specificato, inoltre, che il confronto dei prezzi va fatto per unità posologica o quantità unitaria di principio attivo, per consentire al cliente una libera scelta. Sarà poi compito dell’Agenzia italiana del farmaco predisporre (e diffondere) un elenco dei farmaci che ponga a confronto per ogni principio attivo delle specialità medicinali i corrispondenti farmaci generici. E a proposito degli sconti (a discrezione del farmacista), Federfarma aveva proposto la riduzione generalizzata del prezzo che secondo la categoria «avrebbe consentito ai cittadini di ottenere un risparmio certo e uguale per tutti». Giudizio, invece, positivo sulle altre misure previste dal ministero come l’introduzione delle liste di trasparenza dei medicinali di fascia C.
Da registrare infine il parere delle associazioni dei consumatori, tra cui Codacons e Adusbef, che ribadiscono il loro scetticismo sulla reale possibilità di risparmio per i cittadini in virtù della libera concorrenza di mercato. Uno dei timori è la possibilità, allo scadere dei due anni di blocco, di aumenti illimitati, con una gara al rialzo per recuperare gli sconti concessi. Si prospetterebbe addirittura la paradossale situazione di vedere nell’arco della giornata variazioni dei prezzi su uno stesso prodotto e nella stessa farmacia.