Storace: il diessino Petrella ha imposto una nomina come un «ras» della sanità

Il ministro accusa il parlamentare coinvolto nelle intercettazioni sulle Asl campane

Francesco Kamel

da Roma

La gestione del sistema sanitario della Campania è nella bufera per la diffusione di alcune intercettazioni telefoniche risalenti al 2003 che vedono protagonisti il direttore generale della Asl Napoli2, Pierluigi Cerato, e il deputato dei Ds Giuseppe Petrella, amico del presidente Antonio Bassolino. Argomento delle intercettazioni: le nomine della Asl.
Ministro Storace, la sua recente visita in Campania ha suscitato una serie di polemiche da parte del centrosinistra ma ora è l’Unione a doversi difendere.
«Mi hanno tirato in ballo perché ho raccolto le denunce dell'opposizione di centrodestra. Ma come ministro devo dare ascolto a tutti, sia a chi governa sia a chi sta all'opposizione. Il giorno dopo la mia visita, il senatore Marcello Taglialatela (An) ha portato a conoscenza della stampa una vicenda in cui è coinvolto pesantemente l'on. Petrella che appare come una sorta di ras della sanità campana che pretende da un direttore generale obbedienza e nomine in una Asl».
Petrella ha reagito «appellandosi al presidente della Camera affinché intervenga a tutela delle mie prerogative parlamentari».
«È scandaloso che non rinneghi il contenuto e il tono delle intercettazioni, magari denunciando che sono state manipolate. Invece si è appellato a Casini e alle sue prerogative di parlamentare che in questa storia non c'entrano nulla. Questa è una questione su cui bisogna essere chiari. Mi baso su quello che ho letto sui giornali. Se un intervento così pesante fosse stato fatto da Bassolino o dall'assessore regionale competente, sarebbe stato meno grave perché almeno si sarebbe trattato di dialettica, sia pure forzata e lesiva dell’autonomia di un direttore, tra una Regione e una Asl: una cosa che ci può anche stare sebbene non in questi termini».
E cosa c’è invece?
«C'è la pretesa di un parlamentare di alzare un telefono e di parlare ad un direttore per imporre nomine minacciando l'interlocutore. Petrella non smentisce e non spiega a che titolo telefona. Non è mica l'assessore competente. Ora ci chiediamo: lo fa con tutti i direttori e in tutti casi di nomina?».
Petrella se la prende anche con chi ha diffuso le intercettazioni.
«Petrella dovrebbe essere prudente. Lui sì getta fango sulle istituzioni, non Taglialatela che ha diffuso le intercettazioni. Il suo tentativo di difesa è penoso. Se si fosse difeso dicendo “così fan tutti lavoriamo per modificare la legge” sarebbe stato più serio».
Anche lei è stato presidente di Regione. Come ci si comporta in questi casi?
«Di telefonate per segnalare tizio e caio ne ho ricevute tante. In questi casi o dici che non te ne importa nulla, o segnali una professionalità, ma non si impone mai una nomina. Anche perché appartengo a una scuola politica che sa che quando si fa un primario, su dieci persone che concorrono se ne scontentano nove. In questo caso è particolarmente grave la protervia dell'esponente dei Ds. Anche a me è capitato di discutere con un direttore generale per una nomina sbagliata ma non ho mai minacciato nessuno».
Secondo lei Bassolino c'entra qualcosa?
«Parliamo di una Regione che ha dato inizio nel centrosinistra alla discussione sulla questione morale. Basti pensare che Bassolino ha inventato una “commissione Mare” e una “commissione Mediterraneo”. È un po' come se si creasse un ministero della Salute e uno della Sanità. Comunque non voglio credere alla responsabilità oggettiva di nessuno. Petrella ha esagerato ma credo a titolo personale».
Se ci fosse stato lei di mezzo, cosa le sarebbe successo?
«Mi avrebbero linciato».
Anche Repubblica di Napoli critica il centrosinistra campano.
«Ho letto anch'io l'editoriale che la Repubblica di Napoli ha dedicato alla vicenda e ho letto le domande che si pone l'editorialista: “Possibile che sia questo lo stile di chi governa la già scassata sanità campana; che sia questo il tono tra un deputato ed un manager dello stesso partito; che sia questo il livello di complicità nella coalizione che per la seconda volta ha stravinto le regionali”. Ebbene credo che queste domande meritano una risposta non isterica ma disponibile a chiedere scusa ai cittadini».