La strage dei gatti neri tra satanismo e jella: in un anno ne sono scomparsi più di 30mila

L'Associazione italiana per la difesa degli animali lancia l'allarme: in un anno sono stati rapiti più di trentamila gatti neri. Molto spesso gli animali vengono utilizzati per i sacrifici rituali che si celebrano il primo novembre e durante i solstizi

Milano - Alla fine siamo solo noi a portare sfortuna a loro. Riti esoterici, satanismo, superstizione e jella. Continua la strage silenziosa e sotterranea di gatti neri, i dati diffusi dall'Aidaa sono impressionanti: 30 mila gatti scomparsi in un anno. "Dopo la strage Asso in gruppi in diverse zone d’Italia" sottolinea l'associazione.

Alla base del "furto" dei gatti neri c'è il sacrificio
nei giorni di solstizio, quindi attenzione al proprio micio a partire dal primo novembre: "A questi numeri stimati vanno aggiunti i gatti neri abbandonati che pullulano nei gattili italiani. Infatti - sottolinea l’associazione in una nota - mediamente su ogni 100 gatti ospitati almeno 9 sono neri. Questo vuole dire che tra i circa 250mila gatti ospitati in gattili e rifugi oltre 22mila sono neri e sono in cerca di adozione e non è difficile trovare strani personaggi in cerca di gatti neri nei periodi del sacrificio dei gatti che avviene sia nella notte del 1 novembre che nelle notti del solstizio".