Streghe e fatine per diventare grandi

Iniziativa del «Giornale» per i più piccini: ecco come con la fantasia si impara a conoscere il buono e il cattivo

C’era una volta la terra, ricoperta di vulcani. Il cielo era buio e invaso dal fumo. L’uomo non aveva fatto ancora la sua comparsa ma orribili giganti vivevano in questo calderone. Milioni di anni più tardi, i vulcani si calmarono, e la terra si coprì di foreste e di fiori. I giganti mostruosi si trasformarono in fate, streghe, nani, elfi e altri spiriti della natura. Un mondo incantato che da quel tempo remoto ha sempre accompagnato i sogni e la fantasia dei più piccini. Che non si stancano mai di ascoltare le fiabe sulle magiche e dolci fatine o sulle streghe e le loro pozioni micidiali, fatte di veleni puzzolenti, di pipì di pipistrello, di bava di rospo o di funghi mortali. E oggi proprio ai bambini il Giornale dedica «Il tuo primo libro sulle streghe e le fate» (edizioni Larus) in vendita ad un prezzo speciale (7,90 anziché 13 euro, prezzo di copertina).
Il testo è ricchissimo di immagini accompagnate da brevi ma significative spiegazioni. Ogni piccolo lettore potrà soddisfare le proprie curiosità. E scoprire per esempio, con chi organizzano serate indiavolate le giovani streghe. Naturalmente con i loro amici vampiri, scheletri, demoni e altro mostriciattoli.
Ma il mondo malvagio è svelato in ogni sua parte: dalla scuola per maghi e streghe al supermercato dove si può acquistare ogni tipo di diavoleria. Non manca la biblioteca zeppa di libri e di formule magiche e neppure la descrizione della casa ideale delle streghe (che è sempre un castello, meglio se vecchio e diroccato). Poi il bambino può scorrere le immagini dedicate al laboratorio dove, con alambicchi e fiale, le perfide maghette preparano potentissime pozioni magiche.
L’attrazione dell’orrido è da sempre fortissimo, basti pensare che la notte delle streghe di Halloween quest’anno è stata festeggiato da più di otto milioni di bambini e adolescenti. Ma per fortuna non diverte solo lo stile horror. Dopo l’immersione nel mondo delle streghe il bambino si rassicura con quello delle fate che rappresentano il bello e il buono.
Non a caso le fiabe sono zeppe di figure positive. La fata Turchina di Pinocchio veglia sul burattino di legno e gli insegna a non dire bugie a comportarsi bene; la madrina di Cenerentola, invece, aiuta la sua pupilla a diventare principessa. Nella «Bella addormentata nel bosco», una giovane fata trasforma il maleficio e salva da morte certa la principessa.
Il buono e il cattivo, dunque, devono essere sempre presenti in un libro dedicato ai più piccoli. E il libro di Larus parte proprio con le streghe e il mondo dei cattivi per finire con quello delle fate. Una scelta mirata, pedagogica. «L’emozione della paura è molto forte sia nei grandi che nei piccoli – spiega la psicologa infantile Federica Mormando, - la fiaba la manifesta in forma di un nemico esterno da combattere. Ma bisogna offrire al bambino i mezzi per superare il nemico e fargli accettare la paura semplicemente come un segnale di pericolo. Insomma, ogni paura non va mai ingigantita ma bilanciata, in questo modo il minore deve avere la consapevolezza che con la volontà si possono superare tutti gli ostacoli». Non a caso in ogni percorso di fiaba in cui si incontra una strega, un orco, un lupo cattivo c’è sempre un bambino sveglio e audace che riesce a cavarsela. Come accade a Pollicino che ammazza l’orco e salva i suoi fratelli, oppure ad Hansel e Gretel che gettano nelle fiamme la strega affamata di carne umana e se ne tornano a casa con il suo favoloso tesoro.
Ma un bambino che vuole innanzitutto rilassarsi, può sempre tuffarsi nel mondo delle fate. «Dal magico siamo attratti tutti perché è bello – spiega l’esperta – e ci consente di andare oltre i nostri limiti e ottenere l’auto di qualcuno che amplia le nostre azioni. Il magico coincide con l’altra parte della vita, trasporta in metafora quello che succede nella realtà. Il papà che picchia un bambino diventa un mostro infinito, la mamma dolce e comprensiva assume le sembianze di una fata». E non è un caso che alcune leggende ritengano che la vita dell’uomo sia in mano a tre fate che decidono della sua nascita, della sua vita e della sua morte. Dietro ad ogni personaggio di fiaba, c’è una morale. E ad ogni racconto il bambino sogna e cresce. «I protagonisti di una fiaba sono principi e regine, fate e streghe, un immaginario legato a persone reali che hanno un significato simbolico – spiega la psicoterapeuta Maria Rita Parsi. Le lotte e i pericoli accendono la fantasia dei bambini, che si identificano nell'eroe e con lui superano prove, durante le quali trovano nemici ma anche alleati e oggetti magici. Queste prove sono veri e propri percorsi di vita, “protocolli” a disposizione per immergersi nell'esistenza, con le sue difficoltà».