Le streghe son tornate E vanno a caccia degli ex papà separati

Riprende la discussione, in Senato, della legge che mira a migliorare l'"affidamento condiviso" dei minori nelle separazioni. Femministe, avvocati e giudici cerca di affossare le novità. La relatrice Gallone: "Ce la faremo"

Chi ha ancora paura del maschio? Chi crede ancora al lupo cattivo? Era da tempo che la parte della sinistra più trinariciuta non riusciva a mettere in campo un'alleanza così anacronistica: attempate femministe in servizio permanente effettivo, avvocati sedicenti «democratici», giornalisti ridotti a supini megafoni di una disinformazione degna dello stalinismo applicato al diritto di famiglia.

A raggruppare questo coacervo di interessi più che sospetti è una legge in discussione al Senato. Legge che pur essendo una battaglia di civiltà, viene avversata, all'unisono, dalla potente lobby degli avvocati che temono di perdere la loro gallina dalle uova d'oro, da giudici che vivono arroccati nell'eremo intangibile della propria discrezionalità assoluta, da associazioni di donne che rifiutano la realtà e sembrano inalberare il grido che le rese tristemente celebri (tremate, tremate, le streghe son tornate!).
Son tornate. E con perfetta tempestività, alla ripresa della discussione sulla legge che tenta di migliorare le norme sull'«affido condiviso», si sono manifestate in due incredibili articoli ricchi di bugie, in contemporanea sui siti di Repubblica e Manifesto. Ma che cosa c'è di tanto terribilmente maschilista, nel ddl 957 che viene dibattuto (ormai da tre anni) nella commissione giustizia di Palazzo Madama?

La relatrice, Alessandra Gallone (Pdl), non demorde e non si stanca di spiegare - persino di fronte alla disonestà intellettuale dei detrattori - che si tratta di una «battaglia di civiltà»: garantire il diritto dei figli a mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori, anche in caso di separazione. Si tratta, cioé, di migliorare l'applicazione della legge 54 che nel 2006, anche in Italia, ha introdotto il cosiddetto «affidamento condiviso». Negli ultimi anni, in commissione, i senatori hanno cercato di approfondire il tema attraverso un'indagine conoscitiva tra le più minuziose. Sono stati convocati e ascoltati presidenti e operatori dei tribunali per i minorenni, rappresentati della magistratura e dell'avvocatura, docenti universitari e psicologi, associazioni di genitori separati e persino di nonni bistrattati. Mai fu fatto tanto, con dispendio di risorse, prudenza e accuratezza (nonché qualche bastone fra le ruote da parte di senatori espressione delle suddette lobbies).
Ma la Gallone non vuole fare dietrologie, e si spiega le resistenze con il candore di Biancaneve: «Credo che sia perché l'argomento è molto sentito a livello sociale... La legge 54 del 2006, quella dell'affido condiviso, fu approvata in tempi brevi e in maniera trasversale per adeguare il nostro ordinamento a quello europeo. Così che ha lasciato qualche imperfezione nella sua applicazione. Ed è su questo, che lavoriamo. Altro che voler reintrodurre la patria potestà, come ha scritto qualche malinformato sfidando il senso del ridicolo...».

Più che malinformato, malintenzionato, diremmo: nel senso di nutrire la cattiva intenzione di boicottare la legge a ogni costo, non esitando a usare strumentalmente il tema della violenza sulle donne, che nulla ha a che vedere con l'applicabilità dell'affidamento condiviso.
Le questioni in ballo sono molteplici e complesse: sintetizzando, la legge del 2006 ha superato i limiti dell'affido condiviso a un solo genitore (di solito la mamma), in base al principio ormai riconosciuto in sede giuridica, psicologica e sociale, che lo sviluppo equilibrato di un minore possa e debba essere perseguito con l'apporto di entrambi gli ex coniugi. Una «bigenitorialità» che, trattandosi spesso di parti in conflitto, finisce per essere disattesa: tanto dai giudici, quanto dai coniugi affidatari (ancora oggi, per oltre il 95 per cento, le mamme).

Che cos'è che non va, nell'applicazione della legge numero 54? «I punti critici - dice la Gallone - riguardano il concetto di pariteticità del tempo che i figli trascorrono con l'una o con l'altro genitore, la possibilità di introdurre il sistema del doppio domicilio, l'introduzione del mantenimento diretto dei figli, per garantire l'effettiva partecipazione di entrambi i genitori alla vita dei figli». Già, perché se in teoria è facile dire che i diritti sono pari, nella vita quotidiana un genitore (l'affidatario) mantiene il mano il pallino (dispone del denaro, stabilisce i tempi, grazie al mantenimento della casa conta su una situazione di vantaggio oggettivo). L'altro, di solito l'ex papà, ormai in miseria (come da ultimo rilevato con dati drammatici anche dall'Istat), deve riuscire a conciliare il lavoro e le difficoltà di vita con quanto stabilito dalla ex moglie. Senza poter contare neppure sulla possibilità di gestire una quantita minima di denaro, mettiamo per fare un regalino-extra, che aiuti a costruire il rapporto con il bambino.

La legge del Senato, però, va ancora oltre, essendo - una volta tanto - in sintonia con i tempi. Dunque, vorrebbe tener conto anche dell'affettività dei nonni (di solito paterni), spesso tagliati totalmente fuori dalla vita del bambino per difficoltà pratiche e tempi risicati. Ancora: vorrebbe introdurre l'obbligatorietà della mediazione familiare, uno strumento utile per prevenire e sanare le tante controversie minime, che finiscono per vedere una parte soccombere soltanto per la difficoltà a farsi valere in sede legale.
Infine, punto sul quale le femministe hanno perso la trebisonda, il ddl timidamente vorrebbe riconoscere quella «sindrome di alienazione parentale» (in medicina: Pas), che spesso i padri e le loro nuove compagne hanno imparato a riconoscere. Una sindrome che vede il minore diventare man mano diffidente, taciturno, prevenuto, irritabile, incapace di costruire un rapporto con uno dei due genitori, perché l'altro persegue subdolamente una persistente e velenosa opera di denigrazione.

Come si vede, nulla di trascendentale. Difesa del minore dalle subornazioni degli adulti. Nulla che possa minare quella sorta di supremazia naturale delle mamme nelle separazioni. Ma perché tanto terrore? Che cosa temono i paladini del diritto materno a senso unico? Stiamo esagerando? No. Basti l'attacco dell'articolo uscito su Repubblica.it per capire il carico da novanta messo in canna: «Donne trattate come bestie dai compagni. Bambini maltrattati dai loro padri... Due disegni di legge, in discussione oggi alla Commissione Giustizia del Senato, rendono obbligatorio il ricorso alla mediazione familiare anche in casi di padri/mariti o partner violenti... La Fondazione Pangea onlus mette sotto accusa questi due ddl, spiegando che "ricordano la patria potestà"...». Balle spaziali. Argomenti strumentali buttati lì a mazzo. E l'articolo prosegue, sull'introduzione della Pas: «L'associazione ricorda che questa "sindrome" viene spesso erroneamente utilizzata nei tribunali e dai servizi sociali in Italia per decretare il diritto dell'abusante, in casi di separazione per violenza agita dal partner sulla madre e sui figli, ad ottenere una mediazione forzata e poi l'affido condiviso dei figli". "È bene sottolineare che i bambini e le bambine che hanno un padre violento stanno bene in sua assenza: solo così possono ricostruire un futuro sereno assieme alla madre", scrive l'associazione...».

Come si vede, una miscela incredibile di acredine e falsità, basata sul (falso) presupposto che le separazioni verrebbero poste in atto per violenze e maltrattamenti dei mariti nei confronti delle mogli. E che i padri violenti avrebbero accesso alla mediazione familiare. Ma quando? Ma dove? In che mondo vivono, questi giapponesi nella giungla del femminismo? La guerra però è finita. Che esista ancora il fenomeno della violenza sulle donne, c'è qualcuno che lo mette in dubbio? E che c'azzecca con la normativa che regola le separazioni (il più delle volte determinate da ben altri motivi)? Più interessante rilevare, allora, i nessi tra queste prese di posizione e, per esempio, l'interesse della lobby degli avvocati: con l'obbligatorietà della mediazione, addio cospicui assegni per le infinite beghe tra coniugi. E addio anche al dispotismo dei giudici, capaci di decidere con leggerezza e pregiudizio sulla vita di minori e papà (o mamme che siano). Senza mai pagare per le famiglie distrutte: più da loro, che da una triste separazione tra coniugi.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Sab, 16/06/2012 - 11:38

Io sono per lo jus corrigendi contro le madri che credono di essere nubili e mettono a repentaglio l'innocenza dei bambini con i potenziali pedofili che sono i loro cicisbei. La femmina che s'illude con l'eterna giovinezza, spesso rinunzia alla famiglia e "sposa" la tribù-branco. Ma in natura il maschio dominante sopprime i piccoli che non sono suoi, per ingravidare le femine del suo harem. Se una madre non è mamma, cioè si abbassa al livello delle bestie, per colpa di alibi femministico, è ovvio che capisca solo il linguaggio bestiale, cioè il bastone, che poi è sempre meglio di un trattamento farmacologico... I comunisti sono sostanzialmente pagani perché non riconoscono la proprietà familiare e nemmeno la proprietà privata. E' chiaro che sono delle bestie anche loro. Essi derubano la società delegando la leadership famigliare a un magistrato o una magistrata spesso molto più immaturi del coniuge bestiale per cui parteggiano. Chi si assomiglia si piglia.

LauraB

Sab, 16/06/2012 - 11:56

Buongiorno ho letto con molto interesse l'articolo, che condivido nella sua globalità, avrei solo una preghiera per il futuro e cioè che quando ci si riferisce al padre non utilizzare "l'ex papà". Ciò è assolutamente scorretto, si diventa ex marito, ex moglie, ex compagno/a, ma mai e poi mai si diventa EX GENITORE. Vi ringrazio per l'attenzione. Laura Besana Coordinatore Sezione Milano Associazione FigliperSempre Onlus

Andrea2012

Sab, 16/06/2012 - 19:18

Il tema è estremamente complesso e le poche righe concesse per la replica non consentono di sviscerarlo per intero. Se è vero che la bigenitorialità è un diritto del minore perché poi i minori che rifiutano la relazione con un genitore vi vengono costretti? E in forme coercitive che nulla hanno di democratico. Se mantenre un rapporto con entrambi i genitori è REALMENTE un diritto del minore allora ai titolari di questo diritto va riconosciuta la facoltà di poter rinunciare all'esercizio di un proprio diritto. Non entro nel merito né dei motivi del rifiuto né delle modalità giuridiche con cui garantire al minore la facoltà di rinuncia; la questione è di principio. Sia la legge 54/2006 sia i progetti di modifica vanno in direzione contraria; sotto l'etichetta di tutela dei diritti del minore tutelano in realtà i diritti degli adulti. Questa è la mistificazione che si combatte. Non esiste poi una legge che garantisca una formazione seria e accreditata del mediatore familiare.

Andrea2012

Sab, 16/06/2012 - 19:30

Sulla PAS poi fate una disinformazione paurosa. Non è mai stata riconosciuta dalla medicina, non è presente nelle classificazioni delle malattie, non è presente nei trattati e manuali di psichiatria. I cosiddetti esperti della PAS sono esperti in una sola cosa: nel fare questa diagnosi alle madri e ai bambini che rifiutano di vedere i padri senza nemmeno conoscere né le madri né i bambini. Ho documentazione di ciò e sto preparando un esposto all'Ordine dei Medici per un collega che si è comportato in questo modo. Che malattia è quella che si diagnostica senza visitare i pazienti? E le parcelle di questi esperti sono a molti zeri; sarebbe ora che qualcuno dell'Agenzia delle Entrate cominci a svolgere indagini patrimoniali su questi medici e psicologi esperti nel diagnosticare a caro prezzo malattie inesistenti. Una vicenda di PAS è costata alla madre 148.000 euro; l'ex è tuttora in carcere per pedofilia. Un'altra vicenda è costata alla madre sinora 80.000 euro, e non è ancora finita.

jaar

Sab, 16/06/2012 - 22:07

Gravissimo che il femminismo cerchi di negare che l'alienazione genitoriale è un abuso sull'infanzia, grave quanto la pedofilia. Ancora più grave il motivo nascosto: perché i centri anti-violenza sono in realtà centri femministi (lo dice anche la fondatrice), con avvocate femministe che odiano gli uomini e si arricchiscono sostenendo calunnie contro i papà separati finalizzate a levare il papà ai bambini. E così i bambini diventano vittime di alienazione genitoriale. La sinistra si deve vergognare di sostenere questo femminismo, che ormai è associazione a delinquere contro i diritti di uomini e bambini, anche contro i diritti dei lavoratori che con la separazione perdono figli, perdono casa, perdono una grossa fetta del loro stipendio

micheleds

Sab, 16/06/2012 - 22:13

I bambini/ragazzi, se è per questo, non vanno volentieri nemmeno a scuola, per questo è giusto accontentarli? Se non vogliono andare con uno dei genitori, SI DEVE INDAGARE sul reale motivo di questo rifiuto, e se la causa è l'altro genitore si deve intervenire con fermezza. Ci sono varie tecniche che un genitore può usare per allontanare i figli dall'altro genitore, non sempre c'è violenza esplicita o indottrinamento palese.

effe enne

Dom, 17/06/2012 - 08:51

Come mai questa improvvisa levata di scudi contro l’affido condiviso? Il fronte “violazione dei diritti fondamentali di donne e bambini” dimostra una singolare iperattività. La legge è in vigore dal 2006, come mai tutti questi anni di silenzio? Non settimane o mesi, parliamo di oltre 6 anni. Dove erano fino ad oggi? Dal 2006 al 2012 la legge non ha violato nulla, o perlomeno nessuno se ne è accorto; inizia a violare diritti a pioggia solo ora che se ne dovrebbe discutere l’adeguamento. Curioso, no? Si tratta di iniziative spontanee, o è una regia a decidere che ora bisogna demonizzare? Di chi è questa regia? Sa, la gente semplice come me queste domande se le pone … se veramente la legge fosse lesiva dei diritti dei bambini, come mai nessuno se ne è accorto nel 2007, nel 2008 etc. Gli illuminati che oggi gridano all’incostituzionalità, si sono distratti per 6 anni? Tutti insieme?

LauraB

Dom, 17/06/2012 - 08:57

Mi rivolgo soprattutto ad 4Andrea2012, per ricordargli che l'educazione equilibrata di un figlio passa attraverso un corretto alternarsi della figura materna e paterna. Entrambi sono portatori di valenze educative diverse e al tempo stesso complementari, è altresì normale che un figlio nelle sua evoluzione psico fisica si rivolga all'uno e all'altro per risolvere le problematiche che gli si presentano, in modo naturale perchè molto intelligentemente ha imparato a riconoscere il valore dell'uno o dell'altro in merito a determinati argomenti piuttosto che altri. Se un bambino/ragazzo rifiuta categoricamente di relazionarsi con un genitore, allora occorre verificare le dinamiche relazonali della famiglia nel complesso, la presa in carico deve essere del nucleo e non del singolo individuo in quanto le relazioni interne sono dinamiche. Non dimentichiamo poi che il genitore, fino alla maggiore età del figlio è colui che dovrebbe "decidere" per il suo bene, il discernimento arriva da adulti..

LauraB

Dom, 17/06/2012 - 09:08

Per quanto riguarda invece la PAS, tutti coloro che si ostinano a non vedere i danni che questo fantasma crea negli individui che ne sono sottoposti lo fanno per mero comodo, prodromo suo, infatti tra questi troviamo le sigle di associazioni di categoria, una certa categoria, e dei gruppi di donne, basta fare un giro nel web per accertarsene (così come per il ddl 957). Lancio ora una provocazione chiedendo ad 4Andrea2012, ma a quelli che come lui sostengono che la PAS non esiste sui manuali di psichiatria, poniamo il caso che tu sia affetto da una malattia rarissima che ancora non sia stata studiata e che questa malattia rischi di farti morire e che ne avverti i sintomi e stai male e che tutti attorno a te ti dicano - non è vero! - come ti sentiresti? mettiti addosso i vestiti di ualcuno prima di dire di conosccerlo e forse non lo conoscerai nemmeno così Laura Besana - FigliperSempre Onlus Milano

effe enne

Dom, 17/06/2012 - 10:29

Qualcuno può spiegare cosa significa “il padre potrebbe appellarsi alla PAS”? La sentenza non la emettono ne’ il padre ne’ l’avvocato del padre; salvo novità dell’ultima ora mi sembra di ricordare che questo tipo di lavoro spetti al Tribunale. Chi ha interesse a che il Tribunale non nomini un esperto in grado di valutare? Chi ha il terrore che vi sia la possibilità di accertare eventuali condizionamenti dei figli? Accertare, non insinuare per fare un dispetto. Chi ha interesse a che un eventuale accertamento sparisca dai tribunali? Non è che per caso, PER CASO, proprio chi è consapevole di poter essere colto in fallo è l’unico ad avere interesse a che lo strumento per smascherare la manipolazione dei figli venga evitato? Sono domande ingenue e forse un po' scomode, ma la gente se le pone, mi creda. Mezza Italia se le è già poste, Repubblica in testa, quando ci si chiedeva chi mai avesse interesse a depenalizzare il falso in bilancio Adesso no?

Andrea2012

Dom, 17/06/2012 - 13:38

Come al solito scendono in campo i manipolatori. Se avessi uan malattia rarissima, per il solo fatto che la cosa che avrei lei, Laura B., la chiama malattia vuol dire che è conosciuta dalla scienza medica e quindi classificata. Il presidente di FigliperSempre è un pediatra e queste cose le sa bene; siccome non può sostenerle lui manda in avanscoperta i suoi fan che fanno la solita magra figura. La legge 54 è stata criticata sin da prima della sua approvazione, e da parlamentari della stessa maggioranza di governo che l'ha approvata. Si vadano a cercare i dibattiti parlamentari e ci si informi, altrimenti si taccia, e per sempre. Dopo qualche mese a un convengo a Reggio Emilia fu fortemente criticata dalle Donne giuriste poiché creava già più problemi di quelli che avrebbe dovuto risolvere. Questo succede quando le leggi le fanno gli ingegneri invece dei giuristi. Non è che le critiche vengano fuori adesso; adesso qualcuno se ne sta accorgendo, fraitendendo il tutto.

Andrea2012

Dom, 17/06/2012 - 13:51

Come già detto in vari convegni, e come ho scritto nel mio e-book (http://www.lulu.com/spotlight/a_mazzeo) la manipolazione del minore non è una malattia ma è un reato (maltrattamento psicologico del minore) punito dal codice penale. Insistere con la 'malattia' significa far fare un mucchio di soldi ai cosiddetti esperti e sottrarre un presunto reato alla Giustizia. Nel mio sito (http://www.alienazionegenitoriale.org/index.html) sto riunendo tutti gli articoli scientifici contro la PAS, per cui non mi ripeto. Psichiatri americani hanno scritto recentemente che il senso del sostegno alla teoria della PAS può essere compreso se si segue la pista del denaro; si comincino a svolgere indagini patrimoniali sui cosiddetti esperti e sulle associaizoni dei padri separati, tutte ONLUS quindi con diritto a partecipare alla spartizione del 5 per mille dell'IRPEF. SI vadano a vedere i redditi e il tenore di vita di presidenti, segretari, consulenti legali di tali associazioni. Poi ne riparliamo.

AlleMB

Dom, 17/06/2012 - 14:21

Grazie al giornalista Roberto Scafuri per il pacato ed equilibrato articolo. Io vorrei far notare due cose: 1) la violenza non c'entra nulla con la questione dell'affido condiviso che è inerente ai Diritti dei minori e ai Diritti di entrambi i genitori, sottolineo entrambi. Chiunque subisce violenza da chiunque altro fa bene se denuncia e si pone nelle condizioni di sicurezza tali da evitare ogni forma di violenza, uomo o donna che sia. Io invito tutti e tutte a stare lontani dalle persone violente, e tantomeno a fare dei figli con tali persone. La violenza è un fatto che condannano tutti padri separati che chiedono giustizia e riconoscimento dei Diritti. 2) quando due persone si separano il problema può esserci se c'è un DISACCORDO sulle modalità di affido, disaccordo che tatticamente viene definito "conflitto" da avvocati e giudici. I "disaccordi" diventano conflitti se non c'è giustizia, se non c'è parità ed equilibrio, se non c'è un arbitro che sappia assicurare giustizia.

Pierpaolo Poldrugo

Lun, 18/06/2012 - 16:30

La manipolazione del minore è un reato se genera dei danni. Quando il danno consiste nel rifiuto immotivato di uno dei genitori (sempre quello cui è stato negato l'accesso) e viene convenzionalmente indicato come PAS (=Parental Alienation Syndrome). Un insieme di sintomi caratteristici tra di loro tipicamente correlati.

il soccombente

Mar, 19/06/2012 - 06:56

Vorrei ringraziare Roberto Scafuri per questo articolo, utile nella costruzione di una difesa dall´avanzare della rabbiosa (eh sì, ormai non più gioiosa) macchina da guerra. Tuttavia debbo far notare come anche anche questo articolo è stato scritto senza la particolare cura che la gravità dell´argomento richiederebbe. Enumero gli errori: là dove è detto 1) "...la legge del 2006 ha superato i limiti dell´affido condiviso a un solo genitore..." forse voleva dire affido esclusivo a un solo genitore; 2) "...nella vita quotidiana un genitore (l´affidatario)..." forse voleva dire (collocatario); 3) "...ex papà...", c´è un errore concettuale, forse voleva dire ex marito; 4) "...la legge del Senato..." forse voleva dire i ddl n.957, n.2454, n.3289 in discussione nella Commissione Giustizia del Senato; 5) "...obbligatorietà della mediazione familiare..." forse voleva dire obbligatorietà della informazione sulla mediazione familiare; attenzione al fuoco amico

il soccombente

Mar, 19/06/2012 - 07:11

Vorrei ringraziare Roberto Scafuri per questo articolo, utile nella costruzione di una difesa dall´avanzare della rabbiosa (eh sì, ormai non più gioiosa) macchina da guerra. Tuttavia debbo far notare come anche anche questo articolo è stato scritto senza la particolare cura che la gravità dell´argomento richiederebbe. Enumero gli errori: là dove è detto 1) "...la legge del 2006 ha superato i limiti dell´affido condiviso a un solo genitore..." forse voleva dire affido esclusivo a un solo genitore; 2) "...nella vita quotidiana un genitore (l´affidatario)..." forse voleva dire (collocatario); 3) "...ex papà...", c´è un errore concettuale, forse voleva dire ex marito; 4) "...la legge del Senato..." forse voleva dire i ddl n.957, n.2454, n.3289 in discussione nella Commissione Giustizia del Senato; 5) "...obbligatorietà della mediazione familiare..." forse voleva dire obbligatorietà della informazione sulla mediazione familiare;

il soccombente

Mar, 19/06/2012 - 06:56

Vorrei ringraziare Roberto Scafuri per questo articolo, utile nella costruzione di una difesa dall´avanzare della rabbiosa (eh sì, ormai non più gioiosa) macchina da guerra. Tuttavia debbo far notare come anche anche questo articolo è stato scritto senza la particolare cura che la gravità dell´argomento richiederebbe. Enumero gli errori: là dove è detto 1) "...la legge del 2006 ha superato i limiti dell´affido condiviso a un solo genitore..." forse voleva dire affido esclusivo a un solo genitore; 2) "...nella vita quotidiana un genitore (l´affidatario)..." forse voleva dire (collocatario); 3) "...ex papà...", c´è un errore concettuale, forse voleva dire ex marito; 4) "...la legge del Senato..." forse voleva dire i ddl n.957, n.2454, n.3289 in discussione nella Commissione Giustizia del Senato; 5) "...obbligatorietà della mediazione familiare..." forse voleva dire obbligatorietà della informazione sulla mediazione familiare; attenzione al fuoco amico

il soccombente

Mar, 19/06/2012 - 07:11

Vorrei ringraziare Roberto Scafuri per questo articolo, utile nella costruzione di una difesa dall´avanzare della rabbiosa (eh sì, ormai non più gioiosa) macchina da guerra. Tuttavia debbo far notare come anche anche questo articolo è stato scritto senza la particolare cura che la gravità dell´argomento richiederebbe. Enumero gli errori: là dove è detto 1) "...la legge del 2006 ha superato i limiti dell´affido condiviso a un solo genitore..." forse voleva dire affido esclusivo a un solo genitore; 2) "...nella vita quotidiana un genitore (l´affidatario)..." forse voleva dire (collocatario); 3) "...ex papà...", c´è un errore concettuale, forse voleva dire ex marito; 4) "...la legge del Senato..." forse voleva dire i ddl n.957, n.2454, n.3289 in discussione nella Commissione Giustizia del Senato; 5) "...obbligatorietà della mediazione familiare..." forse voleva dire obbligatorietà della informazione sulla mediazione familiare;

sraddi

Lun, 25/06/2012 - 10:23

rabbrividisco leggendo l'articolo... Una strega mi ha portato via i bambini ed in cambio, per qualche visita, vuole un assegno... I bambini per me non hanno prezzo brutta strega!!! Invece di garantire un futuro sereno ai miei bambini, spendo 230€ al mese per volare dai miei fiorellini e vederli per brevi momenti. E se non bastasse le accuse sono svariate dedottee e messe in atto come da "Il manuale delle Streghe". Legge? Quale legge? Se la legge verrebbe applicata a quest'ora non ci sarebbero questi problemi... Un genitore NON potrebbe prendersi i bambini e allontanarli dall'altro e restere impunito... La legge ti costringe a diventare un fuorilegge ma spero che in tutti regni il senso di responsabilità verso quei cuccioli che non hanno pretese e che non hanno chiesto loro di venire al mondo... I loro diritti vengono calpestati da chi dovrebbe farli valere per legge... Se volete aiutarmi nella mia battaglia contattatemi. Spero lo facciate! sraddi@gmail.com