Studenti, 100mila nelle piazze A Napoli scritte contro il Papa

Bandiere, striscioni e slogan. Con il linguaggio che è a loro più congeniale gli studenti di superiori e università scendono in 130 piazze. Chiedono chiarezza e risposte al ministro Fioroni. Ma c'è anche chi inneggia al Duce e chi offende il Vaticano

Roma - Erano in 100mila gli studenti che in 130 diversi cortei sono scesi in piazza oggi a manifestare contro il decreto Fioroni. Tra slogan, striscioni e bandiere studenti di scuole superiori e delle università hanno gridato al ministro della Pubblica istruzione , Giuseppe Fioroni, e a quello dell'Università e la Ricerca, Fabio Mussi, il loro dissenso, chiedendo a gran voce più fondi per le scuole,  abolizione dei corsi di laurea a numero chiuso e contestando il ritorno degli esami di riparazione a settembre. Qualcuno però si è fatto prendere la mano: chi ha inneggiato al Duce e chi invece ha imbrattato i muri di Napoli con insulti diretti al Papa.

130 cortei Sventolano le bandiere rosse dell'Unione degli studenti e dell'Unione universitari. Gridano "No alla riforma della scuola" e dicono "no al numero chiuso nelle università". E ancora: "Fioroni rimandato a settembre". Così i 130 cortei di studenti di superiori e università che sono scesi in piazza oggi sono andati diritti al cuore della loro protesta: il decreto del ministro dell'Istruzione che ha reintrodotto gli esami di riparazione.

Insulti al Papa "Occupiamo il Vaticano e impicchiamo il Papa". Scritte di questo genere sono apparse sui muri di via De Pretis e Corso Umberto I a Napoli. A scriverle sono stati sei minorenni, ora denunciati, tutti appartenenti all'area anarchica. I sei - quattro ragazzi e due ragazze - si sono staccati dal corteo studentesco imbrattando i muri con offese rivolte al Papa.

Macerata: "Domani a scuola accompagnati" "Le assenze da scuola dovute a scioperi saranno giustificate solo se gli studenti saranno riaccompagnati a scuola dai genitori". Il preside del liceo classico "Leopardi" di Macerata, Sauro Pigliapoco, ha scritto ai genitori degli studenti minorenni per invitarli a giustificare l’assenza dei figli presentandosi direttamente a scuola. I minorenni che oggi hanno scioperato contro il decreto Fioroni saranno riammessi alle lezioni solo se domani saranno accompagnati dai genitori.

Gli striscioni I ragazzi che oggi hanno deciso di scendere in piazza usano il linguaggio a loro più congeniale: quello degli striscioni e degli slogan da stadio. Nella capitale, la scritta "Le nostre idee faranno scuola" anticipa un camion con musica a tutto volume. Gli studenti gridano: "Ministro la scuola è nostra". E poi: "Non cambiate l’istruzione? Noi ve famo la rivoluzione". E anche: "Contro il governo della guerra per una scuola pubblica, laica, di massa".

Milano contro Fioroni e Formigoni Sono arrivati a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, e hanno gridato: "Sciopero, sciopero". Qualcuno si è fatto prendere la mano e ha iniziato a insultare il sindaco, ex ministro dell'Istruzione, e Fioroni, attuale titolare del ministero contestato. Con lo striscione "Trasforma la cultura, spezza il contratto" migliaia di studenti milanesi hanno iniziato la loro protesta contro il decreto della scuola da largo Cairoli. I partecipanti chiedono "l’abrogazione della riforma Formigoni, ennesima minaccia alla scuola pubblica", e sollecitano anche "l’annullamento delle riforme Moratti e Fioroni che continuano nella loro opera di distruzione della scuola, portando elementi nuovi non condivisi dalle componenti scolastiche per evitare di occuparsi e di risolvere i problemi reali del mondo dell’istruzione".

20mila a Roma E' partito da piazzale Aldo Moro a Roma, lo sciopero degli studenti contro la riforma Fioroni. "Siamo circa 20mila" dicono gli organizzatori. "È la manifestazione più grande degli ultimi anni - spiega Elisabetta degli studenti di sinistra - noi abbiamo richieste ben precise: più risorse in finanziaria per la didattica e l’edilizia sia scolastica sia universitaria, una legge nazionale per il diritto allo studio e il superamento della legge 264/99 che ha istituito il numero chiuso nell’università".

Studenti di destra: "Duce, duce" Anche gli studenti di destra chiedono la riforma. Ma i termini da loro usati sono destinati a creare scompiglio. Un gruppo sparuto, circa una trentina tra loro, grida: "Duce, duce" e poi "chiediamo che venga abolita la riforma della scuola prima come studenti e poi come fascisti - ha detto Giacomo della scuola Gateano Martino - ma non ci avviciniamo al corteo perchè si ammazzano solo di canne".

Picchiato un manifestante romano Il clima si è scaldato a Roma, dove le forze dell'ordine in borghese hanno fermato tre ragazzi. Due di loro, minorenni, farebbero parte di organizzazioni di destra infiltrate nel corteo; mentre il terzo è un manifestante picchiato. "Stavano menando un mio amico - ha detto Andrea, il manifestante picchiato - l’ho tirato fuori dalla mischia. Ero in coda al corteo con la mia ragazza. Ho visto che erano tanti e ho cercato di proteggerlo, lui è riuscito a scappare e non so neanche dove sia adesso".

Abolire "il numero chiuso" Dall’unione universitari la richiesta di abolire il numero chiuso in tutte le facoltà. "Vogliamo accesso libero all’università - spiega Nicola - e poi magari una selezione a partire dagli anni successivi. La legge 264 prevede inoltre il numero chiuso solo in 5 facoltà perchè viene applicato anche nelle altre?".