"Studenti, uscite e svagatevi". Questi i consigli dello psicologo

I suggerimenti di Raffaele Morelli ai maturandi italiani: "L'esame deve essere vissuto con serenità". Dritto al cuore delle preoccupazioni dei giovani: " In ballo non c'è in gioco la vita, ma solo una verifica scolastica"

Milano - “Tranquilli ragazzi: è solo un esame scolastico e non sulla vostra vita”. Lo psicologo Raffaele Morelli arriva dritto al cuore delle preoccupazioni degli studenti che si preparano alla maturità. Prima fra tutte la paura di fallire un traguardo ritenuto dalla società “scontato”, e poi l’ansia di deludere le proprie aspettative e quelle dei genitori.

"Genitori non siate assillanti" Così alla vigilia della prima prova, uno degli psicologi più conosciuti in Italia, non ha esitato a dare la sua ricetta. “Se va male niente disistima. Non è alla maturità che si valuta la persona”, ammonisce Morelli. Che aggiunge qualche consiglio rivolto alle famiglie dei maturandi: “I genitori non devono angosciare i figli con le solite domande su quanto e come hanno studiato”. È poi importante “evitare di proiettare sui figli le nostre attese disilluse”, dato che nel contesto della maturità “non si tratta di cosa faranno nella vita”.

"Ricordatevi di svagarvi" Ai ragazzi, invece, lo psicologo consiglia di non buttarsi a capofitto nello studio, di “non trascurare lo spazio per l’attività fisica” e di continuare a “dedicarsi a ciò che piace fare: leggere, vedere un film o uscire con la propria ragazza”. Per rendere lo studio più divertente, la proposta dello psicologo è di “ripetere insieme a qualche compagno di classe con cui si ha un buon feeling, perché lo studio condiviso è un meccanismo utile alla redistribuzione dell’ansia”.

No allo studio mnemonico Morelli critica, poi, la scuola di oggi, più prova di memoria che luogo di aggregazione per questo motivo, sostiene, “i nostri figli sono talenti inesplorati”. E polemizza con chi vorrebbe degli esami sempre più severi: “Il meglio lo diamo quando siamo coinvolti in un processo creativo che ci appassiona, e non quando studiamo. La creatività esplode quando non abbiamo norme quando non c’è ansia”. Mentre ricorda così il suo esame di maturità "A distanza lo ricordo come un incubo. Nei temi di italiano andavo male ma oggi, dopo la maturità, ho scritto 30 libri. E questo accade perché è fuori dal tema che realizziamo la nostra capacità”.