Su Indymedia era tutto scritto: «Bagno di sangue»

RomaRoma come Genova. Ieri la guerriglia che ha tenuto sotto scacco per ore la città era stata studiata a tavolino. Gli scontri, le auto incendiate, le molotov, le cariche dei violenti contro le forze dell’ordine, perfino il blindato dei carabinieri dato alle fiamme in diretta tv, facevano parte di un copione da seguire.
A 9 anni di distanza dal tragico G8 di Genova l’incubo è tornato. Un successo per i black bloc che da giorni cercavano di far passare questo messaggio di violenza su internet. La parola d’ordine, anche questa volta, era mischiarsi tra la folla dei manifestanti pacifici per scatenare l’inferno. E gli antagonisti ci sono riusciti, con l’unica differenza che rispetto a sette anni fa non c’è scappato il morto. Ma solo per caso. «Oh no, di nuovo» ha commentato Heidi, la mamma di Carlo Giuliani, il giovane ucciso nel 2001 proprio durante i disordini del G8. Del resto la parola d’ordine era «Insurrezione». E non si trattava di invito, ma un imperativo lanciato in rete dagli ex no-global.
«Compagn@ tutt@: sapete già che il 15 Ottobre prox 2011 a Roma si terrà la manifestazione contro il sistema - predicava venerdì un anonimo su italy.indymedia.org, il sito della galassia antagonista - l’occasione è unica. Sicuramente le forze di polizia ci attaccheranno: dobbiamo tutti, rivoluzionari di ogni tendenza, comunisti, libertari e tutto/i coloro che saranno lì per rabbia e coscienza del baratro nel quale ci vogliono gettare definitivamente, combattere! Non come a Genova nel 2001! Non come il 14 Dicembre 2010!». «Non dobbiamo fermarci! Portare con sé di “tutto” per prendere e tenere la “piazza”! - proseguiva - se ci accoppano dei compagni non paralizziamoci, non diamo in isterismi ma rispondiamo colpo su colpo! La forza della disperazione può vincere i mercenari del capitale. 10mila guardie non possono fermare 40mila ribelli!». «Potere alle avanguardie rivoluzionarie - fa eco un membro di Autonomia Operaia per il Comunismo - da che mondo è mondo, le vere rivoluzioni sono un bagno di sangue: o si ha il coraggio di guardare la realtà in faccia o possiamo starcene a casa». E ancora un anonimo: «Comincia la rumba! Diffondere la violenza organizzata».
«Smettiamola di dire che bisogna manifestare in maniera pacifica - scriveva un altro - qualunque persona che ci rappresenterà, in maniera pacifica, sarà corruttibile e diventerà corrotta. Faremo un bordello che ci sentiranno sino in Australia. 15 Ottobre 2011: sarà l’inizio». Sul sito era chiara anche la strategia. «Siamo in ballo - predicava un altro black bloc - chi non se la sente, si faccia da parte. Via senza-palle e bambini». Poi lo sconosciuto ripeteva e puntualizzava: «Sconsigliato davvero portare bambini nelle prime file di ogni scaglione». Idee bellicose per manifestanti tutt’altro che pacifici. Questa volta, almeno, sarà difficile sostenere che le forze dell’ordine abbiano fatto di tutto per provocare gli scontri.