Sud, Berlusconi: "Ecco il piano per lo sviluppo"

L’annuncio del presidente del Consiglio dopo gli interventi che hanno
acceso la maggioranza: "Presto trasferiti i fondi Fas: il governo non ha
mai trascurato le regioni del Meridione&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=369735">Cota rilancia il federalismo</a></strong>: &quot;Punire gli irresponsabili&quot;

Roma - Ora Berlusconi dice basta. È stufo di leggere consigli, avvertimenti e ultimatum. Il governo ha già fatto «moltissimo» per il Sud, rivendica il premier, e conferma un «piano Marshall» per il rilancio del Mezzogiorno: sblocco dei fondi Fas per il Meridione e lavoro di concerto con i ministri delle Infrastrutture, dello Sviluppo, dell’Economia, dell’Ambiente e delle Regioni. Ma soprattutto Berlusconi non tollera più le continue lamentele dei «frondisti» della maggioranza che, sfruttando il Sud per un tornaconto personale, hanno creato fibrillazioni nel centrodestra.

«Questo governo - ha affermato il premier - non ha mai trascurato i problemi del Sud. Mi sembra che abbiamo fatto molto, anzi moltissimo, per Napoli e per la Campania, per l’Aquila e per l’Abruzzo, per Catania, per Palermo, che non sono certo aree del Nord». Se il problema è quello delle risorse, la cordata sudista dovrebbe riconoscere che le stesse non sono mancate. «Sono state anche stanziate somme rilevanti per numerose infrastrutture e avrò il piacere di inaugurare diversi cantieri da qui alla fine dell’anno», ha precisato Berlusconi.

Uno dei nodi principali resta l’utilizzo dei fondi Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate), che già avevano provocato un terremoto nella giunta siciliana guidata da Raffaele Lombardo. L’accusa meridionalista, in soldoni, è quella di aver gestito male la montagna da 57 miliardi di euro. Una critica che ha colpito principalmente Tremonti, rimproverato di aver avuto, sino ad oggi, un occhio di riguardo per la Lega. «I fondi Fas sono stati utilizzati da Tremonti come un bancomat per le esigenze del Nord», lamentava un assessore siciliano. Prima i chiacchierati dissapori in Consiglio dei ministri tra il titolare degli Affari regionali Fitto e quello dell’Economia Tremonti; poi il dito puntato di Gianfranco Miccichè che, leader dei «malpancisti», esplicito ha attaccato: «Sotto il vestito del Pdl Tremonti indossa la camicia verde dei padani». Così fortemente chiamato in causa, il Carroccio non ha mancato di rispondere per le rime, per bocca di Calderoli: «Altro che neo-federalisti del Sud, quelli a cui assistiamo in questi giorni non sono altro che i rigurgiti del centralismo e dell’assistenzialismo». E ancora: «È chiaro che se la richiesta che sale dal Sud va verso vecchie forme di assistenzialismo, noi non siamo disposti a scucire neppure un euro». Insomma, una bega tutta politica legata all’utilizzo del salvadanaio Fas (l’85% del «tesoretto» è già destinato al Sud, come stabilito nella Finanziaria), su cui Berlusconi ha chiarito: «Consapevoli che i sistemi amministrativi del passato hanno dato luogo a troppe inefficienze e a troppi sperperi, abbiamo richiesto e atteso garanzie dalle regioni circa l’utilizzo dei Fondi per le aree sottoutilizzate in infrastrutture anziché in spese correnti». I governatori possono quindi stare tranquilli: «Presto trasferiremo alle stesse regioni i suddetti fondi; inserendoli nel Quadro strategico nazionale che è nel nostro programma elettorale, in coerenza con l’Europa».

Il punto centrale resta quello di evitare i soldi a pioggia, fino ad oggi male utilizzati. Aiuti sì, assistenzialismo no è la parola d’ordine del Cavaliere. E per far questo il presidente del Consiglio ha parlato di una sorta di team all’interno della compagine governativa per mettere a punto un vero e proprio «piano» d’azione: «Ora - ha annunciato Berlusconi - stiamo lavorando con i ministri delle Infrastrutture (Matteoli), dello Sviluppo (Scajola) e dell’Economia (Tremonti), dell’Ambiente (Prestigiacomo) e delle Regioni (Fitto) per mettere a punto un piano innovativo per il Sud, la cui modernizzazione e il cui sviluppo ci stanno da sempre a cuore perché significano maggior benessere per tutta l’Italia». Nessuna disparità di trattamento tra le due aree del Paese, insomma. Ecco perché «le preoccupazioni espresse da alcuni parlamentari del centrodestra troveranno presto una risposta concreta e adeguata».

Poi la stoccata a tutti quelli che, di recente, hanno alzato la voce sulla questione: «Non mi preoccupano infine - conclude Berlusconi - le uscite e i comportamenti che sono con evidenza riconducibili a recriminazioni e a richieste di potere di tipo personale e che si è invano cercato di coprire come fossero attenzioni verso il destino del Mezzogiorno».