Sul voto su Cosentinorissa sfiorata nel CarroccioMaroni: elettori non capiranno

Paolini evoca il precedente di Enzo Carra e altri deputati lo apostrofano: "Ti ha chiamato Berlusconi?". Rissa sfiorata tra Dozzo e Paolini. Maroni: "Nessuna spaccatura con Bossi. Pochi i leghisti che hanno salvato Cosentino"

La tensione all'interno del partito della Lega Nord è alta. Il tema della discordia è il voto alla Camera sulla richiesta di arresto nei confronti del coordinatore campano del Pdl, Nicola Cosentino.

La riunione del Carroccio in Aula questa mattina ha registrato attimi di tensione. Ad un certo punto, Roberto Paolini ha citato Enzo Carra e il caso delle "manette spettacolo". Un riferimento storico (il portavoce di Arnaldo Forlani fu arrestato per falsa testimonianza e quelle immagini delle manette fecero il giro del mondo) per avvalorare la tesi della necessità di respingere gli arresti facili. Un riferimento che ha provocato la reazione di un gruppo di leghisti.

"Ma è vero che ti ha chiamato Berlusconi?", è stata la risposta di alcuni deputati, tra cui Giampaolo Dozzo. È così si è sfiorata la rissa tra i due, con alcuni esponenti del partito di via Bellerio, come Davide Caparini, intervenuti per dividere i duellanti.

Intanto il Senatùr, Umberto Bossi ha ribadito ai suoi che dalle carte non si evince nulla nei confronti del coordinatore campano del Pdl. Il leader del Carroccio ha premesso che la gente del nord è per l’arresto, ma che occorre lasciare libertà di coscienza, proprio perché a suo dire non c’è alcuna prova di colpevolezza. Poi a prendere la parola è stato Roberto Maroni che si è limitato a raccontare gli esiti della segreteria della Lega di lunedì, sottolineando di non essere stato l’unico a voler votare sì all’arresto del deputato Pdl.

Insomma, la spaccatura all'interno della Lega continua. E, come prevede un esponente del Carroccio, "alla fine il gruppo resterà spaccato. Più di dieci parlamentari della Lega voteranno contro l’arresto". Dopo il voto della Camera, che ha respinto la richiesta di arresto nei confronti di Cosentino, Roberto Maroni ha detto che "molti voti a favore di Cosentino e cioè contro il suo arresto sono arrivati dall’Udc e dal Pd. Sono pochi i leghisti che lo hanno salvato". Inoltre, l'ex ministro dell'Interno ha dichiarato di non sapere se gli elettori capiranno il voto: "Non so cos’è successo, io non ho cambiato idea. So solo che io ho ricevuto molti messaggi negativi" all’ipotesi di lasciare libertà ai deputati e "positivi alla posizione che io ho espresso", che era per il sì all’arresto.

Infine, sulla scelta di Bossi di lasciare la libertà di coscienza, Maroni ha detto: "Non ho condiviso la posizione della libertà di coscienza, ma l’ho accettata perché era la posizione espressa dal gruppo. Ma non c’è nessun disaccordo con Bossi".