Sul web un progetto per L'Aquila: la ricostruzione incomincia in 3D

Il noto architetto inglese Barnaby Gunning, marito di un'aquilana, ha creato un modello tridimensionale per lavorare su come potrà essere la città del futuro con la collaborazione di tutti. Fa parte dell'associazione di professionisti «Abruzzo Action».

L'Aquila e i suoi monumenti in 3D: com'era ieri, com'è oggi e come può essere domani.
Grazie ad un viaggio virtuale nel tempo è possibile riscoprire le bellezze della città colpita dal terremoto del 6 aprile scorso e collaborare alla sua ricostruzione, proponendo nuovi progetti.
L'idea è di Barnaby Gunning, noto architetto inglese esperto in 3D per internet, che ha all'attivo progetti con l'architetto di Sua Maestà Sir Norman Foster e il notissimo designer israeliano Ron Arad.
Sposato da vent'anni con un'aquilana, padre di due figli nati nella città e affezionato a questa terra, Gunning fa parte di «Abruzzo Action», un'associazione di giovani e affermati professionisti, con elevate competenze manageriali nei diversi settori in cui operano sia in Italia che all'estero, nata con l'obiettivo di rilanciare lo sviluppo del tessuto sociale ed economico del territorio abruzzese, attraverso la promozione e la realizzazione di progetti innovativi nel medio e lungo termine.
L'architetto ha costruito un modello tridimensionale del capoluogo abruzzese e lo propone sul sito «L'AquilaAutoritratto» (http://comefacciamo.com/autoritratto/index.php).
Entrandovi si può navigare nella città del passato, tra vicoli, chiese e palazzi medievali, del presente, tra le macerie del terremoto, ma anche del futuro.
Quello che si presenta oggi, per Gunning è «l'autoritratto di una città in coma» . Il centro è pieno di macerie ma era talmente bello, dice l'architetto, che «restaurato a dovere, seguendo un piano strategico pensato ed applicato, potrebbe diventare una città modello dove vivere, nonché un polo di attrazione per il turismo».
Ora, però, camminando per le strade deserte della zona rossa, Gunning si sente come un intruso in una città fantasma. E sente da tutti rimbalzare la stessa domanda: «Come facciamo?».
Ecco, per rispondere a questa domanda e per dare un senso a questo stato d'animo nasce il suo progetto, che si avvale di Google Earth e offre ai visitatori l'opportunità di muoversi tra le macerie che occupano il centro storico della città e di avviare la progettazione di un modello in 3D, con cui visualizzare la ricostruzione di un monumento del capoluogo abruzzese.
Un modello che potrà essere creato anche a «distanza», tramite gli strumenti che Google mette gratuitamente a disposizione (Google Building Maker e Sketchup).
I cittadini aquilani, gli italiani e gli stranieri potranno caricare sul sito le foto di cui sono in possesso - quelle che fanno riferimento alla città prima del 6 aprile del 2009 e quelle del dopo terremoto - per rappresentare nel modo più completo la realtà dell'Aquila così come appare oggi. E poi, proiettarsi nel futuro immaginando come ricostruire i monumenti buttati a terra dalle scosse.
Ci sono già due «opere» in tre dimensioni visibili su Google Earth: il Castello Spagnolo è stato edificato virtualmente in Amazzonia da un appassionato brasiliano e la Fontana Luminosa, riprodotta da un informatico aquilano.
L'idea di ricostruzione sul web di «Abruzzo Action», lancia una sfida alla cittadinanza aquilana, alla comunità nazionale e internazionale, perchè tutti quelli che possono collaborino alla ricostruzione.
«L'Aquila - dice Gunning- ha uno dei centri storici più caratteristici e grandi d'Europa, ma era poco conosciuto persino in Italia. Nonostante i danni che ha subito, rimane un ricco patrimonio architettonico, con bellissime chiese, palazzi, piazze e fontane di varie epoche. Morirà se non viene riabilitato, e presto».
Gunning racconta che, quando parla con amici e parenti aquilani si rende conto che esiste «un vuoto di comunicazione, cioè nessuno sembra avere una visione totale della situazione attuale, si sono persi i riferimenti quotidiani».
L'architetto è convinto che un modello 3D della città sarebbe una risorsa fondamentale per la progettazione e comunicazione di quel che sarà l'Aquila nel futuro.
«Una banca dati - dice Gunning- di fotografie di ogni isolato aprirebbe la possibilità che essi vengano modellati rapidamente anche da collaboratori a distanza, tramite gli strumenti di Google».
Oggi i proprietari ed i condomini aquilani si stanno organizzando in aggregati e consorzi, in attesa delle ordinanze che daranno il via alla ricostruzione.
Il prossimo passo che ha in mente Gunning è quello di collegare gli aggregati alla banca dati e farli adottare virtualmente dalla comunità internazionale.
L'intenzione è dare la massima visibilità e trasparenza al processo di ricostruzione, creando per ogni aggregato una presenza in Rete, collegando il mondo virtuale con quello fisico e «mettendo in mano agli aquilani il destino della loro città».