Sulle tasse Prodi scenda dal pulpito

Prodi è in vena di omelie sugli omileti, cioè sui preti che tengono le omelie. Si sa che il professor Prodi è un cristiano adulto, e per lui cristiano adulto significa che il politico deve essere autonomo rispetto alla Chiesa. Papa, Vescovi e preti facciano il loro mestiere: invitino alle preghiere del mattino e della sera, alla confessione frequente, alla comunione eucaristica con le condizioni richieste, sovvenire alle necessità della Chiesa secondo le leggi e le usanze ecc. Ma, almeno dopo il Medioevo e soprattutto con il trionfo della mentalità risorgimentale, si dia a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio.
Lo Stato pensi al bene profano pubblico: alle case per i poveri, al lavoro per i giovani, alla possibilità per i fidanzati di formarsi una famiglia, alla velocità sulle strade, alla sanità pubblica, agli scontrini fiscali, alla serietà della scuola - non solo quella privata - ecc. Per il resto: come si mettono i candelieri sull'altare, quali colori liturgici si usano nelle diverse feste, il vino e l'acqua per la messa, i libri sacri da usare (attenzione, prof. Prodi, organizzi qualche corso speciale, perché sta cambiando un po' tutto in questi giorni!): per quanto attiene il servizio liturgico, professore, lasci che facciano i sacerdoti e i sagrestani. C'è sempre il pericolo del Papa-re, e dell'Imperatore-sagrestano: Napoleone, poi, aveva fatto redigere un catechismo da imporre alla Chiesa di Francia: non si era accontentato di suggerire regolette per l'articolazione delle prediche.
Il pulpito per queste istruzioni ecclesiastiche i politici di tendenze sinistrorsa lo trovano subito, oggi, anche tra gli organi di stampa dipendenti dalla Chiesa: Famiglia cristiana è subito pronta a non fare politica raccomandando una precisa orientazione politica: e di fatti, ecco che Prodi sale sul pergamo dei Paolini per raccomandare ai credenti di pagare le tasse.
Attenzione: dopo un lungo contrasto tra Chiesa e Stato, dove la Chiesa in qualche misura dettava legge alla cosa pubblica, si può giungere a un periodo in cui sia il governo nazionale a suggerire il comportamento etico che devono tenere i credenti. Certo, l'escussione delle tasse è un dovere morale e l'evasione fiscale un peccato. Ma non si può dimenticare che un terzo degli italiani - non dei cattolici - non assolve di pagare le tasse almeno completamente. Se è vero che i credenti che votano centro sinistra sono scesi dal 44% al 26% in questi ultimi tempi, si tenga presente che non è giusto richiamare soltanto i cattolici a questo obbligo. Senza dire che sembra strano che su 40.000.000 di contribuenti solo 300.000 sono soltanto coloro che dichiarano più di 100.000 euro all'anno. Insomma, quando i cattolici contano sempre meno, debbono essere caricati di maggiore responsabilità morali anche per le tasse? E gli altri?
Va da sé che per chi ragiona con ragione il tema delle tasse va avvicinato almeno al tema dell'aborto, dell'eutanasia, dei Dico e così via. Professor Prodi, dove mettiamo la coerenza? Perché non si sente in dovere di richiamare l'obbligo dell'osservanza della morale umana anche in altri settori e si limita all'esortazione a pagare le tasse? Questo imperativo non valeva anche quando al governo erano democristiani e affini?
Ciò sia detto senza dimenticare che le tasse vanno pagate non soltanto dai «semplici cittadini», ma anche dai sottosegretari, dai bidelli, dai ministri; dai presidenti del governo e della repubblica. Proprio oggi si annuncia che a fine agosto scatterà l'aumento di 815 euro mensili ai parlamentari con l'aggiunta di altri soldi che Mastella regalerà agli onorevoli. Tutti i cittadini uguali di fronte alle leggi? O la politica è motivo di discriminazione anche per gli stipendi?
Incomincino i parlamentari a dare gli esempi di prediche rigorose e complete: prediche da giustificare con le dichiarazione dei redditi. Possibile che i politici pensino che siamo tutti dei cretini o disonesti?
Alessandro Maggiolini