Il summit Le delegazioni ancora a caccia di un accordo impossibile

Il vertice Di Copenaghen è a metà strada (si chiuderà venerdì). Sui temi in discussione l’accordo è tuttora lontano. Ecco le posizioni con le quali i Paesi si apprestano ad affrontare la settimana delle decisioni finali. Ue: 7,2 miliardi di euro per aiutare i Paesi in via di sviluppo a mitigare i cambiamenti climatici; l’Europa chiede di arrivare, «preferibilmente entro sei mesi» dal termine dei lavori di Copenaghen, ad «un accordo che conduca ad uno strumento giuridicamente vincolante, a partire dal primo gennaio 2013»; Italia: d’accordo con l’Ue sul pacchetto 20-20-20 ma taglio 30% al 2020 di Co2 solo con accordo globale; Cina-India-Brasile-Sudafrica: l’obiettivo è una bozza comune in cui si dice a chiare lettere che il Protocollo di Kyoto non si negozia; Usa: riduzione delle emissioni del 17% entro il 2020, prendendo come riferimento il 2005 ma, se la legge su clima ed energia va in porto l’impegno è una riduzione di emissioni di oltre l’80% rispetto ai livelli attuali entro il 2050; disponibili ad aiuti economici per i Paesi in via di sviluppo; Cina: Riduzione dell’ammontare di emissioni a effetto serra del 40-45 per cento entro il 2020, rispetto ai livelli del 2005; India: promette di tagliare del 20-25% entro il 2020 l’intensità delle emissioni di carbonio, rispetto al 2005; Brasile: riduzione tra il 36,1 e il 38,9 per cento entro il 2020; Russia: impegno a tagliare le emissioni di anidride carbonica del 25% ma occorre superare Kyoto; Paesi in via di sviluppo: nessuna mossa fuori dal Protocollo di Kyoto, che garantisce loro approvvigionamenti economici.