Al suo funerale mangia focaccia e pandolce

Il caro estinto: «Voglio richiamare l’attenzione sull’assenza di spazi laici»

(...) Di un funerale in piena regola in realtà non si tratta, visto che mancherà (si spera) la salma vera e propria. Sarà insomma, come recita il manifesto funebre affisso sui muri della città, una «prova generale di funerale laico».
Ma perché un’idea così balzana? Abbiamo provato a chiederlo al diretto interessato, che ci ha snocciolato una serie di motivi da convincere chiunque a ripensare le proprie esequie. Intanto Andreani punta il dito contro «la mancanza di spazi laici» comuni a tutti (ebrei, musulmani, buddisti, atei, eccetera) ove poter celebrare un funerale secondo i propri gusti e le proprie tradizioni. Poi una bordata all’accanimento terapeutico e all’espianto di organi, alla medicina tecnologica e specialistica, ponendo altresì il problema della prevenzione anziché della cura, dell’eutanasia, dei nuovi modelli alimentari, del business dei cimiteri e delle pompe funebri, della «routine conformista» dei funerali. «Insomma - conclude René - l’ho fatto per esorcizzare la morte con spirito goliardico». E qui possiamo credergli.
Di goliardia, infatti, in questo funerale laico ce n’è, eccome. E come potrebbe essere altrimenti, dal momento che Andreani si definisce (anche sul manifesto listato a lutto) «Onorevole-Granduca di “Lecco” - The King of Tubes», cioè, per i profani, uno dei cervelli pensanti del gruppo goliardico pegliese «Compagnia di Tubbi, 1954», un gruppo che per il passato, nei dintorni del primo aprile, ha fatto molto parlare di sé.
Ma torniamo al funerale, visto che Andreani (militante radicale, ecologista, non violento, vegetariano, laico, riformatore, anticlericale, antifascista, anticomunista, liberaldemocratico, antiproibizionista, antinucleare, vegano, crudista, animalista... ma l’elenco originale è assai più lungo) dopo una meravigliosa vita da «zingaro viaggiatore» sembra proprio deciso a partire per il suo ultimo viaggio «addormentandosi serenamente nel proprio letto e non “torturato” in ospedale». E allora che funerale sia. L’appuntamento è per questa mattina alle 10 a Pegli in «ciassetta di Tubbi» (molo Rari Nantes) per l’orazione di «commiato», il dibattito sui temi di cui sopra, e un succulento party a base di farinata di ceci «pop» (prodotto di origine pegliese), vino bianco di Coronata, minestrone alla genovese con il pesto di Prà e pandolce genovese alto e basso. Anzi, per affrontare queste spese più che mai vive, il nostro «caro estinto» ha pubblicato anche un annuncio: «AAA mecenate cercasi. Facolotoso/a per contribuire alle spese del mio funerale laico del primo aprile. Non sono previste repliche».
E chissà che qualcuno non risponda davvero a questo appello. Magari uno dei molti invitati (ma sapranno di esserlo?) alla cerimonia. Da Alfredo Biondi a Franca Brignola, da Renzo Piano ad Arcangelo Merella, da Marta Vincenzi a Gianni Plinio, da Massimiliano Lussana a Claudio Burlando, da Romolo Benvenuto a Sandro Biasotti, da Giuseppe Pericu a Tomas Skuhravy.
Una domanda finale. Di chi saranno le ceneri che dopo la cremazione saranno sparse in mare?