Superenalotto, giallo sul 6 che non esce più

L’argomento è degno di un romanzo. Al limite, si può discutere del genere: la querelle Gaucci-Tulliani sulla titolarità del sei vincente potrebbe meritare un titolo della collezione Harmony; le letture dietrologiche sulla possibilità di influenzare l’uscita del sei lo porrebbero di diritto sulla scia del Codice da Vinci; i trattati di numerologia che accompagnano l’analisi delle sestine potrebbero aiutare Paolo Giordano per il sequel della Solitudine dei numeri primi.
Ma, qualunque sia lo scaffale prescelto, narrativa o saggistica, i jackpot che raggiungono cifre astronomiche scatenano la voglia di giocare, ma anche i dubbi degli scommettitori, fra cui anche molti nostri lettori. Dubbi che condividiamo con voi, precisando preliminarmente che si tratta solo di domande e che non intendiamo affatto dire che le estrazioni sono pilotate, ci mancherebbe altro. Soprattutto, non avremmo alcuna prova a sostegno di una tesi simile.
Però, ci sono alcune curiosità che ci vengono segnalate dai lettori e che, oggettivamente, sono aumentate dopo l’introduzione dell’estrazione autonoma del Superenalotto. Mi spiego per i non iniziati ai misteri del gioco: fino a luglio dell’anno scorso, la sestina vincente usciva dai primi estratti su sei ruote del lotto e, quindi, era strettamente legata a quelle estrazioni. Ora, invece, l’estrazione è dedicata, autonoma e visibile sul sito della Sisal. In realtà, dal punto di vista statistico, non cambia niente, le possibilità di vincere sono rimaste le stesse e, soprattutto, sono restate tali anche quelle di non vincere.
Ma, casualmente (e trattandosi di gioco basato sulla fortuna non potrebbe essere altrimenti), dopo la variazione del regolamento, le vincite sono ancora meno di un tempo. Cioè con un montepremi molto più alto, ma in numero minore. Ed è qui che gli scettici pensano che le vincite vengano in qualche modo ritardate per aumentare il montepremi, approfittando dei prodigi dei computer.
Ribadisco: di prove non c’è nemmeno l’ombra. E, anzi, guardando le estrazioni tutto sembra assolutamente regolare.
Però ci sono alcune coincidenze: ad esempio, il fatto che, nell’ultimo anno, sono uscite molte sestine contenenti due o tre numeri della stessa decina - ad esempio, 11-12-19 o 43-45-46 - circostanza statisticamente più difficile. Oppure, soprattutto, il fatto che si vince meno volte rispetto a un tempo.
All’inizio della storia del Superenalotto, infatti, l’uscita del sei era un evento non dico abituale, ma comunque abbastanza frequente. Ora, invece, i jackpot multimilionari si susseguono e, fra i 91 sei realizzati dall’inizio del gioco, quelli recenti non sono certo moltissimi: il record assoluto, ad esempio, è quello della scorsa estate (quindi, in parte con il vecchio metodo di estrazione e in parte con il nuovo), quando il sei non uscì per 87 estrazioni, facendo lievitare il premio a 147,8 milioni, poi vinti a Bagnone, in Lunigiana, provincia di Massa-Carrara, al confine fra la Toscana e la Liguria. Al secondo posto, c’è la partita attuale, mentre sul terzo gradino del podio c’è un altro montepremi recentissimo che ha atteso 75 estrazioni. Ed è curioso che gli altri jackpot ritardatari, staccatissimi, siano di 54 estrazioni nel 2005 e di 51 nel 2007.
Insomma, traducendo dal linguaggio dei numeri, un tempo si vinceva molto più spesso. Di meno, ma più spesso. E qui nascono dubbi e idee dei lettori: a partire dalla segnalazione di come l’estrazione legata al lotto garantisse vincite più frequenti, fino ad arrivare alla richiesta di ripristinare l’estrazione in diretta non sul web, ma proprio in televisione al Lotto alle otto. C’è chi ipotizza la scelta di creare più pathos rinviando l’uscita del sei, chi si indigna per il caso frequentissimo di numeri estratti vicini fra loro, e chi suggerisce di introdurre le palline in un contenitore sigillato, mandandole al macero dopo l’estrazione.
Così, in fondo, anche queste fantasie, proposte, dubbi e idee sui numeri, sono tutti giochi estivi. E, trattandosi di Superenalotto, non potrebbe essere diversamente.