La Suu Kyi torna in politicaIl suo partito candidato alle prossime elezioni

La leader dell'opposizione birmana e Nobel per la pace crede in un cambiamento nel Paese da quando il nuovo presidente ha rinunciato al regime militare

Il cambiamento è in atto in Birmania e se procederà con fermezza e rapidità risulterà anche "credibile". A dirlo è la leader democratica birmana Aung San Suu Kyi commentando la svolta promessa dal nuovo presidente, Thein Sein, che vuole abbandonare il regime militare. E il cambiamento è tale che il partito del Nobel per la Pace 1991 ha deciso di prendere parte alle previste elezioni suppletive per 48 seggi parlamentari vacanti. Non si sa ancora se la Suu Kyi abbia intenzione di candidarsi. Quello che è certo è che ultimamente il governo ha allentato il controllo sui media e ha liberato centinaia di prigionieri politici.

L’anno scorso Lega per la Democrazia boicottò le elezioni del 7 novembre per protestare contro gli arresti domiciliari a cui era condannata la propria leader, sebbene ciò sia costato lo scioglimento formale da parte delle autorità. Questa sarà la prima volta in cui il principale partito di opposizione concorrerà in una competizione elettorale, dopo la schiacciante vittoria nelle legislative del 1990 che non fu però riconosciuta dalla giunta militare al potere. La mossa è stata apprezzata anche dal governo birmano, al punto che lo stesso portavoce Ko Ko Hlaing, braccio destro del presidente Thein Sein, ha parlato di "un passo significativo" perchè "il partito di Suu Kyi in Parlamento sarà una forza di opposizione formidabile, e ciò costituisce un’ottima formula per il sistema democratico", nell’ambito del quale "si potrà collaborare" visto che non ci saranno più "forze politiche estranee alla struttura costituzionale".