Tabaccaio rapito: si indaga sui prestiti

Intorno al commerciante un vorticoso giro di denaro. La mattina della scomparsa avrebbe dovuto consegnare 40mila euro a un conoscente

nostro inviato

a Motta Visconti (Pavia)

Poche ore dopo esser misteriosamente sparito, Paolo Friggi, titolare con i genitori di un bar a Motta Visconti, avrebbe dovuto consegnare 40mila euro ad un conoscente. Un prestito del quale ancora non si conosce l’eventuale tasso di interesse ma che amplia le ipotesi sulla scomparsa. Gli investigatori stanno infatti passando al setaccio quella che si profila come una sorta di doppia contabilità dell’uomo. Oltre al bar, Friggi era infatti al centro di un complicato sistema di entrate, uscite, anticipi, crediti e debiti, mutui e ipoteche. Con un nutrito gruppo di persone, a iniziare dai familiari, sino agli istituti bancari.
Soldi all’amico. Gli investigatori sono partiti dalla cascina a Zelata di Bereguardo dove l’uomo vive con la convivente Katia. Tra acquisto e ristrutturazione sarebbe costata circa 800 mila euro, metà spesi per sistemare l’ex stalla e fienile a partire dal 2006. Poi ci sono gli aiuti economici ottenuti dalla madre che avrebbe acceso ipoteche su beni propri per girare al figlio 250 mila euro. Insomma, una situazione patrimoniale che gli investigatori bollano come «contraddittoria» visti i flussi in entrata e in uscita tra loro contrastanti, almeno apparentemente. Allo studio, infatti, anche i prestiti. Sia quelli del quale Friggi ha beneficiato dalle banche (con esposizioni residue per 400 mila euro complessive), sia quelli che avrebbe girato a sua volta a imprenditori e commercianti amici. Non si sa quanti e quali siano. Infatti tutte le somme vengono finora indicate con molta prudenza e definite provvisorie. Di certo quella mattina Paolo doveva incontrarsi con un uomo e dargli tra 30 e i 40 mila euro. Perchè?
La bicicletta rubata. Che Friggi sia rimasto vittima di un’azione violenta da parte di qualcuno e che non abbia imbastito un finto rapimento è un’idea destinata a rafforzarsi. Il blitz all’alba di lunedì potrebbe esser stato preparato con sopralluoghi nella zona della cascina dove la famiglia Friggi vive. Un indizio arriva dalla scomparsa di una bicicletta all’interno della proprietà avvenuto pochi giorni prima del presunto sequestro del commerciante. Il classico furto compiuto come diversivo per introdursi nella proprietà e verificare la situazione.
Valigia zeppa di denaro. Mentre il procuratore aggiunto Alberto Nobili e la sorella di Friggi Anna chiedono il silenzio stampa, al comando provinciale dell’Arma di Pavia sfilano amici e conoscenti. In due giorni sono già 40 i testimoni interrogati, soprattutto sugli interessi finanziari di Friggi. Tra i testi in diversi hanno raccontato come ostentasse ricchezza: «Dal bar vedeva passare l’ultimo modello coupè della Mercedes - racconta un conoscente - e rideva: “Quanto costa quella? Se voglio me la compro in un attimo”». In un verbale si legge che l’uomo si sarebbe vantato di possedere una valigetta 24 ore nella quale custodiva parecchio denaro in contanti. Della valigetta, almeno per il momento, non si ha traccia.
Salù cerca una traccia. Per tutto il pomeriggio squadre di carabinieri e un elicottero dell’Arma di base a Orio al Serio hanno battuto la zona, suddivisa in quattro zone operative. Controllato canali, campi di grano in un raggio di oltre un chilometro da dove è stata ritrovata l’auto Kangoo Renault di Friggi, a circa 200 metri da casa. Un paio di cascinali disabitati e ruderi sono stati perquisiti, con uomini calati dall’elicottero. I carabinieri hanno anche dovuto verificare alcuni presunti avvistamenti segnalati al 113 che si sono presto rivelati privi di fondamento. Attivi anche i cani dell’unità cinofila come il pastore tedesco Salù che per tutto il pomeriggio ha percorso sentieri dopo aver odorato più volte una camicia del commerciante. Alcune rogge, soprattutto quelle nelle vicinanze della cascina, sono state meticolosamente controllate. Ma finora Paolo sembra come scomparso nel nulla. E pensare che lunedì mattina, quando alle 4 uscì come sempre di casa per andare ad aprire il bar lasciò la convivente Katia davvero controvoglia. Il figlio di tre anni Tommaso aveva la febbre alta. E fuori nel buio qualcuno l’aspettava. Per denaro.
gianluigi.nuzzi@ilgiornale.it