Taglio del 20% sulle tariffe dal fisso ai telefonini

Gestori contro la delibera: Guindani e Pompei ricorrono al Tar

Maddalena Camera

da Milano

Risparmi in vista per gli utenti italiani di telefonia mobile. Nominato soltanto da due mesi Corrado Calabrò, neo presidente dell’Authority per le tlc, non ha perso tempo e ha deciso una riduzione tariffaria pari a circa il 20% a partire dal 1° settembre prossimo per le telefonate dal telefono di casa al cellulare. Questo significa, secondo calcoli dell’Autorità, risparmi per 150 milioni nei prossimi 4 mesi fino cioè alla fine di gennaio, data in cui l’Authority prenderà una decisione definitiva sulla vicenda. Se la manovra fosse approvata vorrebbere dire che gli italiani, forti consumatori di telefonia cellulare, risparmieranno oltre 400 milioni l’anno.
L’Autorità ha definito operatori dominanti sulla telefonia mobile (sia da telefono fisso, sia da cellulare) Tim, Vodafone e, per la prima volta, anche Wind, imponendo loro tariffe «di terminazione» predeterminate. La matricola Wind non ha però gradito, tanto che l’ad Tommaso Pompei ha già annunciato il ricorso al Tar contro la decisione. A «3» invece, «in considerazione al recente ingresso sul mercato, per gli investimenti effettuati e per il numero di clienti», non viene per il momento imposto un controllo di prezzo. Su queste discriminazioni di prezzo per Wind, e di totale esclusione per «3», Vodafone, guidata da Pietro Guindani, si lamenta e ha deciso di impugnare anche lui la delibera.
I nuovi costi di «terminazione» (che, lo ricordiamo, riguardano l’ammontare che spetta al gestore mobile quando il suo cliente riceve una chiamata da un apparecchio fisso), sono quindi per Tim e Vodafone di 12,1 centesimi al minuto (contro i 14,95 precedenti), mentre Wind scende a 14,35 centesimi (rispetto ai 18,65 attuali). Si tratta di riduzioni più forti di quelle previste. «Con questi prezzi - ha detto Calabrò - l’Italia si allinea alla media europea, dove la terminazione è pari a 12,15-12,30 centesimi circa».
Se sulle tariffe fisso-mobile l’effetto della decisione presa dall’Autorità è quasi immediato per le chiamate da Telecom (e, di conseguenza, anche per i diretti concorrenti sul fisso, che saranno costretti a rivedere i propri listini se non vogliono perdere terreno nei confronti dell'ex monopolista), indirette sono invece le conseguenze sulle tariffe per le chiamate tra cellulari (mobile-mobile). In questo settore comanda il mercato e hanno la meglio gli accordi di interconnessione tra operatori. Tra le misure che sono allo studio c’è anche la prospettiva di aumentare il numero di persone che, se vogliono, ogni giorno possono passare da un operatore all’altro. Per il momento sono 5mila, ma «3» ha chiesto di aumentare il numero fino a 9mila. Telecom nel dopo Borsa non ha sofferto (-0,09%): la decisione era annunciata.