Taglio ai costi: via le classi con meno di dieci bambini

da Roma

Via gli sprechi per modernizzare il sistema dell’istruzione. La bozza del piano programmatico della scuola è stata consegnata ai sindacati dal governo. Confermate le principali novità già annunciate dal ministro Mariastella Gelmini. I tagli del personale: 87.400 insegnanti e 44.500 amministrativi e tecnici in meno in tre anni. In base alla legge già in vigore poi sono circa 700 le istituzioni scolastiche che non raggiungono almeno i trecento alunni, ovvero il minimo previsto. Queste scuole non verranno chiuse, ma saranno accorpate con altri istituti, evitando così la moltiplicazione del personale amministrativo. Su questo fronte il ministro ha già garantito che terrà conto delle situazioni di particolare disagio territoriale, come i paesini di montagna.
Prevista poi la riduzione del rapporto docenti/alunni che in Italia è sopra la media europea. La bozza prevede un incremento di uno 0,20 per il prossimo anno e dello 0,10 negli anni successivi. Se questa ipotesi dovesse essere confermata così com’è si potrebbe arrivare ad avere classi molto numerose, fino a 30 alunni. La Gelmini però durante il primo confronto con i sindacati aveva garantito che sarebbe intervenuta nelle classi sui tetti minimi e non sui massimi. L’obiettivo, insomma, punta ad eliminare le circa 10.000 classi che non arrivano neppure ai 10 alunni, realizzando in questo modo l’innalzamento della media. I tetti massimi dovrebbero restare quelli già previsti, 25 alunni per classe.
Nella bozza si fissano i criteri per il ritorno del maestro unico alle elementari dove l’orario si articolerà da un minimo di 24 ad un massimo di 30 ore settimanali. Resta garantita l’offerta del tempo pieno, le 40 ore settimanali comprensive di mensa, che il ministro anzi intende ampliare.
«Il ministro ci ha garantito tre cose importanti - spiega il segretario nazionale Uil scuola Massimo Di Menna -, il tempo pieno, la presenza degli insegnanti di sostegno e il mantenimento dei tetti massimi di alunni per classe». Lo Snals invece lancia la sua controproposta per risparmiare: non affidare più la pulizia delle scuole a ditte esterne.