Tamigi inquinato «Sniffa» due chili di coca al giorno

A Londra il consumo è 15 volte superiore alle stime del ministero

Lorenzo Amuso

da Londra

Dopo il Po anche il Tamigi si rivela un fiume ad alta concentrazione di cocaina. Ogni giorno oltre 2 chilogrammi di polvere bianca finiscono nelle acque londinesi. Conseguenza di un consumo - spiegano gli esperti - che corrisponde a 150mila strisce quotidiane. Un risultato scioccante, commenta il domenicale Sunday Telegraph, soprattutto perché indica che a Londra si sniffa una quantità di coca 15 volte superiore alle stime del ministero degli Interni.
È la prima volta che nel Regno Unito viene effettuato un simile studio, condotto - come già nel caso del fiume italiano - dagli scienziati dell'Istituto Mario Negri di Milano. A bordo del battello Watchdog (Osservatorio, ndr), i dottori Chiara Chiabrando, Sara Castiglioni ed Ettore Zuccato sono risaliti lungo le sponde del Tamigi raccogliendo campioni di acque in diversi punti della navigazione. Partita dal depuratore di Mogden (vicino a Twickenham, sud-ovest di Londra), che tratta gli scarichi di 1,8 milioni abitazioni londinesi, l'imbarcazione ha proseguito verso est, fermandosi a Becktown (il più grande impianto di depurazione d'Europa, dove confluiscono le fogne di 3,7 milioni di londinesi), e in seguito a Tilbury. Le analisi sono state quindi svolte nei laboratori dell'istituto milanese. Se dalle acque del Po erano emersi addirittura quattro chili di cocaina, i dati del Tamigi sono altrettanto allarmanti, suggerendo che quattro londinesi su 100 facciano uso regolare dello stupefacente, ovvero 250mila sui sei milioni di residenti.
Un numero che conferma la crescente diffusione della coca, in Gran Bretagna come d'altronde anche in Italia. Secondo DrugScope, che parla di «una bomba ad orologeria per la salute pubblica», l'aumento dei consumatori si spiega con la diminuzione del prezzo al dettaglio, sceso negli ultimi sette anni da 100 a 60 euro.