Le tante piaghe della psoriasi

Sono 2,5 milioni gli italiani che hanno un grave impatto psicologico causato da una malattia cronica della pelle

Si evitano gli incontri e luoghi come palestre, piscine, spiagge, per paura di mostrarsi. Non si seguono le lezioni a scuola per non essere presi in giro dai compagni. Spesso ci si sente respinti, emarginati, fino ad arrivare ad una sofferenza, che, se non viene aiutata psicologicamente, porta a insicurezze, perdita dell'autostima, ansia. A cosa è dovuto tutto questo disagio? Non all'incapacità di socializzare, non alla voglia di isolarsi, ma alla psoriasi, un'infiammazione cronica della pelle: 130 milioni di persone colpite nel mondo, più di 2,5 milioni nel nostro Paese. La malattia, oltre a manifestarsi con sintomi che vanno dalle lesioni alla sensazione di prurito, al dolore, è gravata da un forte disagio psicologico che può arrivare a mettere in crisi l'aderenza al trattamento.
«Dell'importanza di questo fatto se ne sono accorti, nel tempo, alcuni dermatologi italiani che in uno studio osservazionale, Psychae (Psoriasis: Survey for the Control of Anxiety and Epression), condotto in 39 Cliniche dermatologiche universitarie del Paese, su 1.580 persone, grazie al supporto di Novartis, hanno voluto verificare l'impatto psicologico della malattia», spiega Maria Laura Flori, responsabile della struttura semplice di allergologia dermatologica dell'Azienda ospedaliera universitaria di Siena.
I risultati che emergono parlano chiaro: il 46 per cento dei pazienti (nella quasi totalità dei casi affetti da psoriasi volgare, la forma più comune) manifestava disagio psicologico. Nonostante la gravità della malattia fosse maggiore negli uomini, questo dato era più frequente nelle donne. Quanto alla sofferenza psicopatologica questa era presente nell'11 per cento dei pazienti. Dopo sei mesi di trattamento farmacologico adeguato la frequenza era scesa dal 46 per cento al 24 per cento. E dopo un anno al 17 per cento. «Il disagio psicologico che vive il paziente con psoriasi non è correlato con l'estensione della malattia sul corpo», spiega lo psichiatra Alberto Caputo, ricercatore di scienze relazionali in psichiatria all'università di Milano e responsabile del Centro studi Skin Deep. Il dermatologo deve valutare la gravità della patologia ma anche l'impatto psicologico e quello psicopatologico. Un trattamento appropriato quando il disagio psicologico è grande è rappresentato dai farmaci sistemici, come la ciclosporina. Allo stesso tempo, va consigliato al paziente uno specialista dell'area psicologica».