Da Lara Croft a Sing Star: videogiochi scelti per voi

Qualche nuova uscita, con un occhio ai classici, in vista del Natale

Lara Croft e il tempio di Osiride

Lara Croft è sempre Lara Croft. Passano gli anni, ma il fascino dell’Indiana Jones in gonnella (si fa per dire) non viene mai meno. Anzi, si consolida, come accade con certe bellissime donne che, con la maturità, sanno essere ancora più desiderabili. Dopo il primo spin-off Lara Croft and the Guardian of Light, eccoci al secondo nuovo episodio, che sarà gettonato sotto Natale (ci sarà pur sempre un nostalgico di Tomb Raider in casa), ovvero Lara Croft e il Tempio di Osiride (Koch Media, provato su PS4) che porta il giocatore in Egitto, terra che si presta, come scenario, per l’ennesima avventura della nostra Lara. Il titolo, chiaramente, può essere giocato da soli, ma volete mettere il gusto di farlo in compagnia visto che si può condividere con altre tre compagni in multiplayer? Anche perché non è una scelta così banale, visto che a seconda del numero di persone che stanno giocando, si modificano anche il numero dei nemici e le difficoltà nei passaggi per risolvere i classici puzzle che contraddistinguono questo titolo. I quattro protagonisti sono Lara, il collega archeologo Carter e le divinità egizie Iside e Horus, ognuno con le proprie caratteristiche; insieme dovranno fermare il malvagio dio Seth. Interessante la possibilità di visitare cinque puzzle dungeon secondari che fanno salire, non di poco, la longevità del titolo. Che, lo ribadiamo, aumenta di valore se giocato in compagnia per la particolarità della sua struttura.

Uno dei limiti di molti videogiochi è quello di indirizzarsi ad uno specifico utente. Per capirsi: uno sparatutto piacerà solo agli amanti di questo genere e difficilmente coinvolgerà gli altri della casa. Idem per un gioco di ruolo o una simulazione sportiva. Ci sono, per fortuna, titoli fatti apposta per far divertire tutta la famiglia, indipendentemente dall’età chi si approccia a loro o dal sesso. Uno di questi è certamente SingStar: Ultimate Party (provato su PS4, al suo debutto sull’ammiraglia di casa Sony, ma ovviamente disponibile anche la PS3) che rinverdisce i fasti del mitico Karaoke riuscendo a coinvolgere dalla nonna al gatto di casa, per serate davvero all’insegna del divertimento e dei sani sfottò reciproci. I testi da cantare richiedono anche una intonazione precisa, ma non fatevi, però, spaventare perché proprio questo spirito anarchico del titolo, che permette davvero a chiunque, anche ai più stonati, di tentare improbabili performance da front man, è la chiave del successo di questo videogame. Si parte con hit come Happy o Hey Brother (trenta brani in tutto), che si possono poi implementare con singoli acquisti. Fantastica, poi, è la possibilità di scaricare l’app gratuita SingStar Mic, sui vostri dispositivi iOS o Android, capaci di trasformarsi in microfoni perfettamente sincronizzati e connessi con la console. Che la festa di Capodanno cominci.

Tartarughe Ninja, queste conosciute. Personaggi che non hanno età, a livello di fan, capaci di unire, dal 1984 ad oggi, prima i genitori e poi i loro figli. Un simile fenomeno mediatico, sviluppato con i cartoni, i fumetti, i giocattoli e i film, non poteva che avere anche l’inevitabile approdo nel mondo dei videogiochi con titoli ispirati alla saga delle tartarughe. L’ultimo, in ordine di tempo è Teenage Mutant Ninja Turtles - La minaccia del mutageno (Activision, provato su Xbox 360) che si colloca, in ordine di tempo, tra la seconda e la terza stagione del cartone. Scopo del gioco, nei panni, ovviamente, di Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Donatello (scegliete voi chi controllare, passando da uno all’altro), è quello di recuperare il mutageno, sostanza creata dai Krang che trasforma in mutante chiunque ne venga a contatto. Shreddrer lo vorrebbe per poter finalmente creare l’esercito dei suoi sogni e distruggere le Turtles. Il gameplay, incastonato su un platform 2D, è particolarmente consigliato, per la sua semplicità, a un pubblico di giovani giocatori e fa passare sopra ad una grafica curata giusto per l’essenziale. 

Sempre in tema di cartoni animati, Adventure Time: Il Segreto del Regno Senzanome (Bandai Namco, provato su Xbox 360) è ispirato alla serie animata di Cartoon Network. Con un bel salto nel passato per la sua struttura che ricorda i primi passi, su console, del genere fantasy epico, alla Zelda. Non lo facciamo a caso, questo paragone. In effetti, fin dalle prime schermate, con quella visuale tipica top-down, vi sembrerà di essere finiti in una delle tante avventure proprio di Zelda. Qui, però, vi troverete a vestire i panni di Finn e del suo compagno di merende Jake con uno scopo: trovare e salvare tre principesse scomparse. Le sfide e i minigiochi sono ovviamente calibrati sul cartone da cui prendono spunto. E pazienza se le mappe da esplorare non sono immense; anzi, secondo noi, questo è un punto a favore per incentivare i neofiti del genere che, spesso, abbandonano titoli analoghi sia per questioni di tempo, sia per motivi di difficoltà oggettiva. Tutto, in questo gioco, è molto calibrato e, senza nulla pretendere, riesce a soddisfare un pubblico che non è necessariamente legato solo a quello della serie cartoon.