Nintendo 64 Classic Mini in arrivo?

Scoperto un brevetto della Nintendo che alimenta la possibilità di un Nintendo 64 Classic Mini: crescono le speranze tra i videogiocatori di vedere quanto prima la amata console a 64 bit di Kyoto ritornare in formato Mini

Un brevetto correlato al Nintendo 64 è stato pochi giorni fa depositato in Giappone dalla casa di Kyoto, alimentando le speranze sull’arrivo di un Nintendo 64 Classic Mini.

Fiato sospeso tra un videogiocatori, che vedono le speranze di una nuova riedizione fortemente alimentate da questa mossa giunta all’improvviso, quando soltanto nel dicembre scorso circolavano insistenti rumor su un papabile Game Boy Mini.

Dopo il successo incredibile del NES Mini (sold out in tutto il mondo, con le aste online che vedono le quotazioni ben sopra il prezzo originale di vendita) e quello più recente dello SNES Mini, questa ennesima versione della collana Classic Mini sarebbe sicuramente una nuova gallina dalle uova d’oro per la casa giapponese. Non scordiamo inoltre la scia di riedizioni che Nintendo ha lanciato, con i vari Atari, Sega e Commodore che si sono immediatamente inseriti in questo nuovo e redditizio mercato: Nintendo, ancora una volta, pioniera nel settore ad indicare la via da seguire.

Secondo Japanesenintendo che ha scoperto il brevetto, questo riguarderebbe un vasto portfolio di opzioni tra cui la console, il joystick e la videoludoteca.

La console a 64bit giapponese è tra le più amate e può annoverare nel suo curriculum moltissimi spunti importanti: la prima a portare sullo schermo una versione 3D di Super Mario, la prima console a presentare un joypad dotato sia di controller analogico che digitale, il primo rumble pack, l’ultima console casalinga Nintendo a cartucce prima di passare ai supporti ottici con il Gamecube.

Concorrente della prima Playstation, di cui vendette poco più di un terzo dell’installato, soffrì il software costoso (per via delle cartucce) e l’uso multimediale inesistente rispetto ai CD-Rom della console Sony.

Se pur numericamente inferiore, la disponibilità di titoli qualitativamente elevati ne trasmise il successo anche negli anni successivi, tanto che le riedizioni per la serie portatile DS di Nintendo non vennero a mancare. Scatta così il totonomi per quali titoli saranno reinseriti nell’eventuale riedizione, anche se sussistono alcuni cavilli legali: molti dei videogiochi più apprezzati dell’epoca erano sviluppati da Rare, da anni di proprietà Microsoft. Staremo a vedere come si comporterà Nintendo al riguardo, magari con una conferma durante l’imminente E3 di Los Angeles.