Videogiochi, è arrivato Rayman Legends

Finalmente è arrivato. Doveva essere uno dei titoli di punta della Wii U, dato in uscita lo scorso 28 febbraio. Poi, tutto si è bloccato fino all’inizio di questo mese quando Rayman Legends ha finalmente visto la luce in una versione adatta a tutte le piattaforme

Toh, finalmente è arrivato. Doveva essere uno dei titoli di punta della Wii U, dato in uscita lo scorso 28 febbraio. Poi, tutto si è bloccato fino all’inizio di questo mese quando Rayman Legends ha finalmente visto la luce in una versione adatta a tutte le piattaforme. Un bel colpo di Ubisoft in termini di copie vendute e un motivo di soddisfazione per gli utenti di tutte le console. Perché Rayman Legends è uno di quei giochi con la capacità di unire grandi e piccoli. Sì, anche gli adulti che subiscono umiliazioni di ogni genere quando incrociano, in sfide perse in partenza, gli impietosi eredi. Invece, qui si respira profumo di rivincita. Certo, di esperienza ne dovrete fare perché non è che uno dalla sera alla mattina si possa improvvisare abile saltatore, corridore, planatore ecc. ecc. Fin dal primo livello, infatti, grazie ai sensori di movimento della Wii U vi troverete a dover «pilotare» Murphy e non serve la famosa legge per capire che il più delle volte, nel tentativo di aprire la strada, farete la mossa sbagliata che vi farà inghiottire dallo schermo. In ogni caso, non pensiate che vi basti capire la meccanica di base per arrivare alla fine perché ogni livello presenta difficoltà diverse compresa la trasformazione del simpatico Rayman in un’anatra. La trama? E chi se ne importa. Qui a fare la differenza è la varietà e a guadagnarne è il divertimento. Ogni livello è imprevedibile, come la fantasia di chi li ha creati. O dovrete correre a perdifiato o vi troverere a risolvere puzzle, tanto per citarne un paio. Per arrivare alla fine di ogni stage, dovrete cercare di liberare i vari Teens rapiti e di accumulare anche un buon punteggio per una specie di gratta e vinci con premio annesso. Arrivare a quelli conclusivi non sarà facile ma i livelli musicali finali valgono da soli il prezzo dell’acquisto e fanno perdonare la presenza di boss esteticamente belli ma non propriamente imbattibili. Oltretutto, in termini di longevità, in Rayman Legends troverete, in più, una quarantina di livelli di Rayman Origins. La modalità multiplayer è consigliata (così farete vedere agli increduli figli i vostri progressi maturati mentre loro sono a nanna) sia per collaborare ma anche per competere tra di voi. Da non perdere, in particolare, Kung Foot, nel quale due squadre si sfidano a realizzare più goal prendendo a calci e pugni un pallone. Rayman Legends, evoluzione di Origins, è dunque un titolo assolutamente imperdibile per chi è amante dei platform games. E che vi farà guadagnare punti tra le mura domestiche.

Colpa dei film americani, capaci di trasformare i delinquenti in eroi per i quali tifare. E, magari, sognare di imitare, anche se solo (ovviamente) in maniera virtuale. Ecco, Payday 2 (Halifax), seguito di Payday: The Heist, sembra il titolo giusto per soddisfare questa sete di emulazione. Nei panni di quattro ladri mascherati vi troverete alle prese con i furti più disparati senza trascurare l’uso delle armi. Perché, al lato pratico, è un titolo FPS fatto e finito anche se le doti da Arsenio Lupin sono fondamentali. Nei panni di Dallas, Hoxton, Chains e Wolf, vi dovrete muovere nel tutorial iniziale per impratichirvi nell’arte del tiro o in quella dello scassinare casseforti. Poi, quando vi sentirete pronti, potrete accedere al portale crime.net e vedere quali colpi accettare. Che sono tra i più disparati e vari. Oltre a svaligiare banche, avrete la possibilità di ripulire, ad esempio, delle gioiellerie o musei d’arte. Oppure, avrete colpi pianificati su più giornate come quello legato al furto di droga. E’ chiaro che la varietà di queste missioni rende ancora più interessante il titolo. Le ricompense sono fondamentali per arricchire il proprio arsenale e vestiario oltre che per accumulare punti esperienza che permetteranno di sviluppare le abilità all’interno delle quattro specializzazioni del vostro team. Si è discusso in rete sull’AI del gioco, in particolare evidenziando la diversità di comportamento se si è online o offline. Nel primo caso, ovviamente, nessun problema perché ognuno porterà acqua al mulino della causa; nel secondo, invece, potreste avere problemi (evidenti) con i comportamenti dei personaggi controllati dal computer, sconsigliando quindi di avvicinarvi al titolo come singolo giocatore. Ognuno valuterà la propria situazione prima di decidere l’acquisto. In compagnia, in ogni caso, il divertimento è assicurato.