Tema in classe: come uccideresti il tuo compagno?

Un lettore che non finiremo mai di ringraziare per aver sollevato il problema, ci scrive di un insegnante della propria figlia (II media), che ha assegnato come compito a casa lo svolgimento di un tema che sarebbe piaciuto a gente perbene come Maigret, Sherlock Holmes, Poirot, Perry Mason, e meno perbene come Landru, Jack lo squartatore e Charles Manson. L’antologia adottata («Libri di bordo 2» edito dalla Sei), a pagina 233 suggerisce come esercitazione: «Se nella tua classe è presente un compagno antipatico, oppure un professore altamente noioso, escogita un piano diabolico per sbarazzartene, naturalmente attraverso la penna! Racconta, ambientando il giallo fra le pareti della tua scuola. Abbi cura di: presentare personaggi e abitudini; inscenare il ritrovamento di un cadavere; risalire alle caratteristiche della vittima, tali da “giustificare” la soppressione; raccogliere indizi e prove a carico di qualcuno davvero insospettabile».
La traccia sprona dunque l’alunna a elaborare un piano per assassinare un compagno antipatico o un professore noioso (magari un insegnante di religione, un prete o una suora: non è specificata la materia e c’è ampia libertà di scelta tra il corpo docente). La scena del delitto deve essere la stessa scuola frequentata dalla ragazzina.
Non si danno indicazioni sull'ora del delitto (può essere anche quella di ricreazione, tra un panino e una Coca-Cola) né sull'arma da usare (un'accetta, una scimitarra persiana, una pistola).
L'insegnante ha avuto cura di precisare, nella traccia, che il piano per sbarazzarsi del prossimo cristiano deve essere considerato solo un esercizio letterario, logica conclusione di una serie di letture dedicate al genere poliziesco, al giallo.
Il lettore si dichiara indignato verso il professore, ed escludendo un improvviso squilibrio mentale, si domanda se per caso il professore non fosse «molto distratto quando ha assegnato il compito». Al suo posto avrei fatto svolgere un tema al preside di quella scuola: «In una società dominata dalla violenza, ci si mettono pure i vostri insegnanti. Consideri se sia il caso di sopprimere - pardon - sospendere quel professore».
Sperando che il preside non la pensi come Fantomas.
Marcello D’Orta