È tempo di vacanze al mare, tornano i «metal detector»

Sulle spiagge italiane sono in aumento<BR> i «cercatori» di oggetti preziosi smarriti<BR> Passeggiano sulla sabbia a caccia, grazie<BR> ad apparecchiature che costano fino a 1.500 euro, di bracciali, anelli, diamanti e soldi

Bracciali, anelli, soldi. Ma anche chiavi e addirittura portafogli e macchine fotografiche. Le spiagge del Belpaese si trasformano spesso in vere e proprie isole del tesoro. Sarà per questo che non è raro vedere la mattina molto presto o la sera, poco prima del tramonto, persone che «passeggiano» in riva al mare alla ricerca di oggetti smarriti. Con tanto di metal detector. Fabrizio Cimini, bagnino da qualche anno sui litorali romani, prima a Fregene ora a Campo di Mare (Cerenova), ne sa qualcosa: «Soprattutto a Fregene, capita spesso di vedere questi "cercatori". Non ho notato un incremento negli ultimi anni, ma mentre prima erano soprattutto persone sui 50-60 anni, ultimamente ho notato diversi giovani - racconta -. Una volta, incuriosito, ho fatto una chiacchierata con uno di loro. Mi ha raccontato che ogni giorno riescono a trovare anche 50-60 euro in monete oltre ai gioielli. Addirittura gli era capitato di trovare un diamante».
All'attività di metal detecting in ogni caso sono dedicati libri, siti internet, riviste e forum. Per qualcuno è una passione, per altri è quasi un lavoro. Rocco Bodrato, vigile del fuoco di Savona, fa parte dell'associazione biellese cercatori d'oro, e sin da piccolo avrebbe voluto comprarsi un metal detector. «Adesso è più facile trovarli, ma 40 anni fa non era così. Poi quando sono riuscito ad acquistarlo, per un po' l'ho messo da parte perché non sapevo usarlo - dice a Ign - fino a che non ho incontrato una persona che mi ha insegnato». «È importante, ma non fondamentale, che qualcuno ti insegni a usarlo - continua - ma per avere un risultato soddisfacente devi avere un certa confidenza. Con i metal detector nuovi si è facilitati visto che emettono suoni diversi a seconda che l'oggetto trovato sia solo ferro o un altro metallo». «Ma chi è appassionato sa che il suono può anche essere falsato dall'umidità dell'aria o dalla mineralizzazione del terreno - sottolinea Bodrato - quindi conviene sempre andare a guardare di cosa si tratta. Ma il bello è proprio questo, è come aprire sempre un uovo di Pasqua.»
Ma quanto costa un metal detector? «Da noi si può scegliere tra una cinquantina di modelli in esposizione e provarli - dice Luca Nicolucci della E.B. Elettronica -. Il nostro è l'unico negozio reale in Italia, gli altri sono soprattutto eShop. Un buono strumento si compra con 500 euro, ma ci sono anche modelli a partire dai 180 per arrivare a 1.500 euro. Alcuni sono specifici per la spiaggia e l'acqua di mare, mentre altri sono più adatti in terreni altamente mineralizzati. Altri ancora sono più indicati per cercare oggetti grandi in profondità». «È possibile anche noleggiarli, in ogni caso: per una giornata il costo è sui 60 euro», conclude Nicolucci.
Ora come ora esistono anche dei sandali con metal detector incorporato che rilevano i metalli sotto i piedi di chi li indossa fino a 60 cm di profondità. Costano 59,95 dollari (circa 43 euro) e sono equipaggiati di batteria (con 6 ore di autonomia) da fissare al polpaccio.
Ma la legge cosa prevede? Chiunque può andare su una spiaggia e ripulirla? In realtà in Italia non esiste una legislazione in cui compaia l'espressione «metal detector». La ricerca archeologica è vietata su tutto il territorio nazionale salvo autorizzazione della Sovraintendenza. Tutti gli oggetti rinvenuti con il metal detector in zone non soggette a vincolo e in ricerche non archeologiche devono essere denunciati entro 24 ore alle autorità competenti e chi le trova deve provvedere alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute.
Per la spiaggia, bene demaniale, il discorso è diverso. Secondo l'articolo 927 del Codice civile chi trova una cosa mobile deve restituirla al proprietario e, se non lo conosce, deve consegnarla senza ritardo all'ufficio preposto a tale scopo o rivolgersi al posto di polizia più vicino, indicando le circostanze del ritrovamento.
Trascorso un anno, se nessuno lo chiede indietro appartiene a chi l'ha trovato. E secondo l'articolo 930 il proprietario dell'oggetto in questione deve pagare a titolo di premio al ritrovatore, se questi lo richiede, il decimo della somma o del prezzo della cosa ritrovata.