Tenta il suicidio l'uomo che abbandonò i bimbi in pizzeria ad Aosta

Sascha Schmidt, il giovane tedesco che insieme alla compagna abbandò ad Aosta i figli della donna, ha tentato di impiccarsi in carcere. E' in ospedale: prognosi riservata.  Era stato trovato a vagare nei boschi 4 giorni dopo l'abbandono dei piccoli

Aosta - Ha tentato di suicidarsi nella sua cella del carcere di Brissogne (Aosta) Sascha Schmidt, 24 anni, il cittadino tedesco che, assieme alla compagna, domenica sera aveva abbandonato i tre figli della donna in una pizzeria di Aosta. I due erano stati rintracciati quattro giorni dopo mentre girovagavano nei boschi nei dintorni di Aosta.

Saltata udienza di convalida Schmidt che era da ieri agli arresti, in esecuzione del mandato di cattura europeo emesso dalla Germania per non essere rientrato in carcere dopo un permesso premio, avrebbe dovuto prendere parte questa mattina, alle 12, con il suo legale Federico Fornoni di Aosta, presso la Corte di appello di Torino, all’udienza di convalida dell’arresto. Il procedimento è stato sospeso e l’udienza è stata rinviata "per cause di forza maggiore".

La mamma dei tre bimbi Ina Caterina Remhof, la cittadina tedesca di 26 anni che ha abbandonato i figli, si trova ancora ad Aosta, così come i suoi genitori, arrivati tra giovedì e venerdì dalla Germania. La giovane ha trascorso la notte in una comunità protetta del capoluogo, gestita dai servizi sociali. La madre e il padre hanno invece pernottato in un albergo.

Il provveditore: gesto imprevedibile "Nulla aveva fatto presagire la possibilità che il detenuto potesse compiere un tentativo di suicidio". Lo ha dichiarato Aldo Fabozzi, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria del Piemonte e Valle d’Aosta. Il detenuto, arrestato in esecuzione di un mandato di cattura europeo emesso dalla Germania per non essere rientrato in carcere dopo un permesso premio, "era stato sottoposto ieri al suo ingresso nell’istituto a una visita medica da cui non era emerso nulla di preoccupante", ha aggiunto Fabozzi.

Sorveglianza ordinaria Ciò ha suggerito all’autorità carceraria di "disporre nei confronti di Schmidt una sorveglianza ordinaria" che prevede, tra l’altro, che "il detenuto possa avere con sé una cintura, purchè di piccole dimensioni", ha ancora precisato il provveditore.