Terremoto in Giappone, 6,9 di magnitudo ma danni limitati

Un sisma di magnitudo 6,9 ha colpito l'isola di Okinawa e l'intera prefettura, nell'estremo sud dell'arcipelago giapponese, alle ore 5.31 locali di sabato (21.31 di venerdì in Italia), spingendo la Japan metereological agency (Jma) a lanciare l'allarme tsunami con onde alte fino a 2 metri e a invitare la popolazione ad allontanarsi dalla costa.
Subito la tv pubblica Nhk ha dato il via alla diretta sulla emergenza cominciando a diffondere informazioni (disponibili anche in sei-sette lingue diverse) che hanno progressivamente mostrato una situazione più rassicurante rispetto ai timori iniziali. Polizia e vigili del fuoco di Okinawa, nonostante l'epicentro sia stato individuato nel Pacifico ad appena 80 chilometri dall'isola e a una profondità di 10 chilometri, hanno riferito di non aver ricevuto segnalazioni di possibili vittime, ma solo di danni, peraltro residuali.
Ad esempio, ha spiegato il comando dei vigili del fuoco, sono saltate alcune condutture dell'acqua nella città di Naha, capoluogo di Okinawa, e in altre città dell'isola. La Jma, che ha stimato la scossa in «5 meno» sulla scala di rilevazione nipponica fino a 7, ha declassato prima l'allarme tsunami per Okinawa (e diverse isole limitrofe) in «advisory», vale a dire cautela per onde massime fino a 50 centimetri, fino a eliminare ogni forma di allerta intorno alle 7 del mattino.
Sempre la stessa agenzia ha comunicato la rilevazione di piccole onde fino a 10 centimetri nella città di Nanjo e nel villaggio di Minamidaito poco prima delle 6 del mattino. L'arcipelago giapponese è situato alla congiunzione di quattro placche tettoniche, dove si concentra il 20% delle scosse telluriche più violente al mondo di magnitudo superiore a 6.