Terremoto a Palermo: indagata la giudice che cura i beni sequestrati ai boss

Silvana Saguto, presidente della sezione misure di prevenzione, è accusata di corruzione, concussione per induzione e abuso d'ufficio

Le polemiche covavano, da mesi. Troppi affari attorno a quello che aveva tutta l'aria di essere diventato un business, la gestione dei beni sottratti alla mafia. Troppo alte quelle parcelle contro cui aveva tuonato persino il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone. E adesso il caso è esploso, provocando quello che a Palazzo di giustizia di Palermo ha tutta l'aria di essere un terremoto.

Silvana Saguto, presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale, una vita spesa prima da pm e poi da giudice antimafia nel palazzo, è indagata a Caltanissetta (la procura competente per le toghe del distretto di Palermo) con l'accusa di corruzione, concussione per induzione e abuso d'ufficio.

Con lei indagati anche l'avvocato Gaetano Cappellano Seminara, uno degli amministratori giudiziari più attivi e remunerati, che ha gestito alcuni tra i sequestri di beni più importanti, e il marito della dottoressa Saguto, Luciano Caramma, che dell'avvocato Cappellano Seminara è stato in passato consulente.

Una bomba. Che fa tremare l'intero palazzo di Giustizia visto che il settore dei beni tolti ai boss è cruciale nell'attività di contrasto alla mafia. La Saguto, ora alle misure di prevenzione, è da anni uno dei magistrati di punta di Palermo. È stata pm, giudice antimafia. Proprio qualche mese fa, a maggio, è emerso un progetto di attentato della mafia nei suoi confronti, tanto che le era stata rafforzata la scorta.

A confermare l'inchiesta, con una nota ufficiale, è stata la stessa procura di Caltanissetta, che ieri tramite la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni e sequestri in tribunale a Palermo. La Saguto si difende: «Non ho dubbi sul mio operato e chiederò subito di essere interrogata». Quanto agli incarichi al marito, la Saguto ha precisato che si tratta di un solo incarico e per di più in un periodo in cui lei non si occupava ancora di misure di prevenzione.

Il bubbone beni confiscati covava da mesi. Da quando, a gennaio del 2014, era stato l'allora direttore dell'Agenzia nazionale dei beni confiscati, Giuseppe Caruso, a denunciare il caso Palermo di fronte alla commissione antimafia. «Alcuni - aveva detto Caruso - hanno ritenuto di poter disporre dei beni confiscati come "privati" su cui costruire i loro vitalizi. Non è normale che i tre quarti del patrimoni confiscati alla criminalità organizzata siano nelle mani di poche persone che li gestiscono spesso con discutibile efficienza e senza rispettare le disposizioni di legge». E a riprova delle sue parole il prefetto Caruso aveva citato proprio l'avvocato Cappellano Seminara, ora indagato, che aveva curato il sequestro dell'«Immobiliare Strasburgo». Caruso aveva denunciato che aveva percepito una parcella d'oro da 7 milioni, più l'indennità da amministratore. Accuse che l'avvocato aveva respinto. Anche la dottoressa Saguto era stata sentita dall'antimafia, ma aveva difeso l'operato suo e dei suoi collaboratori. Sulle parcelle d'oro ai consulenti e sul caso Palermo era intervenuto anche il presidente dell'Anticorruzione, Raffaele Cantone. Adesso l'inchiesta di Caltanissetta. Il business dei beni confiscati è miliardario. L'agenzia gestisce un patrimonio di circa 30 miliardi di euro con beni sparsi in tutta Italia. Il 43% di questi beni si trova in Sicilia, e un terzo di questo 43% è proprio nella provincia di Palermo.

Commenti
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Simbruino

Mer, 09/09/2015 - 22:31

Ma ancora credete alle favole,,i giudici si staccano pure le marche da bollo dagli atti giudiziari e voi gli mettete in mano patrimoni da gestire.La gente che ha fatto domanda sotto il governo dovrebbe essere tutta sterilizzata,è da anni che lo dico,,sapendo che i maligni caratteri recessivi di tendenza all'odio e al parassitismo,li portano come vizio nel sangue che trasmettono nelle generazioni.adesso quello che hanno rubato lo spartiscono con i giudici di Caltanissetta e la questione si archivia.

Pelican 49

Mer, 09/09/2015 - 22:39

In Sicilia la Mafia dell'Antimafia è molto più potente e ricca della Mafia. Magistrati e codazzo vario ci sguazzano e scialacquano, soldi, incarichi e prebende varie. E ci sono migliaia di Italiani stupidi che ci credono e li supportano. Sciascia, l'unica mente lucida degli ultimi cento anni in Italia, lo aveva profetizzato quasi trenta anni fa, con i suoi scritti sui Professionisti dell'Antimafia. Chiedere ad un esperto (sic!) su tutti, tale Orlando, attuale sindaco di Palermo.

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Franco_I

Mer, 09/09/2015 - 23:58

Questa è UNA GRAVE NOTIZIA. La Sicilia è attrice principale nel malo affare. Se NON si può credere ai GIUDICI a chi bisogna dare credito?? SICILIANI ONESTI o si CAMBIA o sarà la FINE di questa TERRA E DEI SUOI ABITANTI. BASTA!

brunog

Gio, 10/09/2015 - 00:53

Fino a che la giustizia e' amministrata da magistrati italiani e prevalentemente meridionali non si va da nessuna parte, e' auspicabile trovare un magistrato a Berlino o Londra.

mariod6

Gio, 10/09/2015 - 03:50

@Pelican 49 - Forse c'è un esperto più esperto; tale Crocetta.

nordcorea

Gio, 10/09/2015 - 05:39

QUESTA é BUONA!!!!!!! VIVA L'ITALIA!........GRILLO.....SVEGLIATI....... l'attualità ti supera!!!!

acam

Gio, 10/09/2015 - 06:51

se quello che dicono uesti due signori é vero e documentabile meglio l'isis

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luigin54

Gio, 10/09/2015 - 07:32

vediamo se riconosciuta colpevole la mettono in carcere.

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V_for_Vendetta

Gio, 10/09/2015 - 08:02

tra poco uscira' che e' del PD vedrete e allora ogni accusa cadra'.

rossini

Gio, 10/09/2015 - 08:10

He, he. La Mafia è come l'immigrazione. Dà da mangiare a tanti. Perciò ci sono tanti professionisti dell'Antimafia, così come ce ne sono del Proimmigrazione. Visto che ci siamo, prego il Giornale di aggiornare i lettori su che fine ha fatto il processo al giudice Chiara Schettini della Sezione Fallimentare del Tribunale di Roma. Arrestata nel 2013, e poi...?

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mariosirio

Gio, 10/09/2015 - 08:35

La mafia si deve difendere meglio dallo stato e se aggiungi il carico che l'antimafia è guidata da politici dovremmo essere tutti pronti a veder mafiosi ovunque sia un nemico di quei capi lì. Secondo me questa qua se avesse avuto un contratto a tempo determinato per fare il pm non avrebbe avuto occasione di rubare...processare innocenti senza prove sì, inventarsi accuse pure ma rubare no

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centocinque

Gio, 10/09/2015 - 08:47

I professionisti dell'antimafia (@Sciascia)

elio2

Gio, 10/09/2015 - 08:59

Con una magistratura corrotta e di parte come qualla che abbiamo noi, che decide pure su chi può o non può governare il Paese, che tiene per le palle con accuse e avvisi di garanzia fasulli, governi e istituzioni se contrari alla loro ideologia e contemporaneamente salva il lato B agli amici che incappano in un qualunque guaio giudiziario, nemmeno un marziano appena arrivato da marte avrebbe mai avuto il coraggio di pensare che avrebbero gestito partimoni milionari, con correttezza e onestà?

zingozongo

Gio, 10/09/2015 - 09:25

chi controlla il controllore? chi giudica il giudicante ? ora si e scoperto che il mafioso messina denaro voleva che aziende mafiose si iscrivessero ai movimenti antimafia , per screditarli dall interno, e cmq piena solidarieta ai tanti giudici e magistrati che fanno il loro lavoro nonostante ogni anno gli tagliano i fondi, altro che veloceizzare la giustizia

giovauriem

Gio, 10/09/2015 - 09:27

questa notizia è una bufala , i magistrati italiani ,essendo quasi tutti di sinistra , hanno la superiorità morale e materiale e per conseguenza non rubano , esattamente come tutti i politici di sinistra .

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franco-a-trier_DE

Gio, 10/09/2015 - 09:57

di che partito politico è questa "signora?"

gurgone giuseppe

Gio, 10/09/2015 - 10:45

Stanno gozzovigliando con i beni sequestrati a imprenditori accusati di fiancheggiare la mafia. Questi beni di solito sono assegnati a fondazioni Vaticane o di centrosinistrao a Istituzioni impegnate nella lotta alla criminalità,invece di ritornare proprietà dei Siciliani. Pare che addirittura Napolitano ne abbia goduto quand'era Presidente. Si configura chiaro il conflitto d'interessi. Nessuna polizia neutrale che svolga indagini in merito?