Il tesoretto nascosto

Muri di gomma e facce di bronzo. La legge Finanziaria e il Bilancio dello Stato per il 2007 contengono un vero e proprio falso in bilancio circa la stima del totale delle entrate pubbliche, ancora oggi ufficialmente fissato a 703 miliardi di euro. Sulla base del gettito realizzato nel 2006 e dei dati presentati dal governo nella relazione trimestrale di marzo 2007, questo totale avrebbe dovuto e dovrebbe invece essere scritto in 729 miliardi. Dunque non si può parlare di extra «gettito miracoloso» o «tesoretto», ma di «gettito occultato» per 26 miliardi di euro.
Un problema apparentemente tecnico che però ha una dirompente gravità istituzionale e politica, visto che tutti i governi possono sbagliare le previsioni sul futuro, ma nessun governo ha mai sinora fatto trucchi sui dati consuntivi dell'anno prima per nascondere il gettito dell'anno dopo. Governo, maggioranza e alte cariche dello Stato, in questi cinque mesi, hanno alzato un vero e proprio muro di gomma, non fornendo mai alcuna risposta nelle dovute sedi istituzionali.
Negli ultimi due mesi poi, con angeliche facce di bronzo, hanno cominciato a parlare di «tesoretto» piovuto come manna dal cielo, senza mai dire quanto effettivamente sia, né da dove venga. E su questa «manna dal cielo»» si sono scontrati tra loro per decidere a chi darla. Fino all'ultima paradossale contrapposizione sull'Ici tra vice-presidente del Consiglio, Rutelli, e presidente del Consiglio, Prodi. Un dibattito totalmente surreale visto che, per dare anche un solo euro in più a chiunque, occorrerebbe prima metterlo nel Bilancio di assestamento di giugno e poi cambiare la Finanziaria in corso d'anno. Questa, infatti, prevede «per legge» che ogni euro di maggior gettito debba andare a ridurre deficit e debito pubblico, come per altro richiesto da tutti gli organismi internazionali, Unione Europea in testa.
Il presidente del Consiglio inoltre, in maniera molto furbesca, ha finora sempre parlato di percentuali nella destinazione eventuale di queste risorse, senza però mai precisare una sola volta le cifre assolute. La matematica dice che il 66% (quota più volte indicata da Prodi) moltiplicato per zero è uguale a zero e che il 66% di cento miliardi è uguale a 66 miliardi. Quindi una domanda è d'obbligo: quando Prodi dice che il 66% del «tesoretto» andrà alle famiglie, intende dire zero o 66 miliardi? O quale altra cifra?
L'ultima farsa è quella di ieri. O meglio l'ultimo imbroglio. Il presidente del Consiglio afferma letteralmente: «In un anno abbiamo risanato i conti pubblici e il deficit 2007 sarà al 2,3%». Prodi dimentica che il deficit pubblico è stato già al 2,3% nel 2006, e non certo grazie al «tocco magico» del suo governo. Quindi, dove sarebbe l'effetto Prodi-Visco? In realtà poiché con la Finanziaria 2007 il governo ha aumentato di 35 miliardi la spesa pubblica ed ha aumentato le tasse più o meno dello stesso importo, ne consegue che il deficit di quest'anno è esattamente pari al deficit dello scorso anno. L'unica differenza, cioè il vero effetto Prodi-Visco, è un maggior peso fiscale dello Stato sui cittadini e un maggior potere di spesa da parte dei ministri.
Mario Baldassarri