Via al test d'italiano per gli immigrati regolari Il Pd fa polemica: "Stanziare soldi per i corsi"

Al via i test di conoscenza della lingua
italiana necessario per legge per avere il permesso di
soggiorno di lungo periodo. Gli stranieri regolari in Italia possono presentare la loro domanda anche <strong><a href="http://testitaliano.interno.it./Ministero/index2.jsp" target="_blank">on line</a></strong>. Pd sul piede di guerra: &quot;Lo Stato dia 30 milioni per i corsi di formazione&quot;

Roma - A partire da oggi permesso di soggiorno solo se si conosce l’italiano. Al via il decreto firmato dai ministri dell’Interno, Roberto Maroni, e dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Le domande per le richieste di svolgimento dei test di conoscenza della lingua italiana sono ora necessarie per legge per ottenere il permesso di soggiorno di lungo periodo. Ma dalle file dei democratici monta la polemica. E Livia Turco chiede allo Stato 30 milioni per i corsi: "La lingua italiana deve essere veicolo di integrazione e non motivo di discriminazione".

Via al test di italiano Da oggi gli stranieri che vogliono richiedere il "permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periode" (a tempo indeterminato, può essere richiesto solo da chi possiede un permesso da almeno 5 anni) dovranno sostenere prima un test che accerti la loro conoscenza della lingua italiana. Entra infatti in vigore il decreto 4 giugno 2010 del Ministero dell’Interno (di concerto con quello dell’Istruzione, dell’università e della ricerca) che prevede il test e ne disciplina le modalità di svolgimento. Il test è obbligatorio nel caso in cui lo straniero non sia in possesso di titoli che certifichino la conoscenza dell’italiano ad un livello non inferiore a quello A2 del QCER; di un diploma di scuola secondaria italiana di primo o secondo grado o certificati di frequenza di corsi universitari, master o dottorati. Per accedere al test il cittadino straniero interessato dovrà inoltrare per via telematica alla prefettura della provincia dove ha il domicilio la domanda di svolgimento, collegandosi al sito www.testitaliano.interno.it e compilando il modulo di domanda.

La presentazione dell'istanza L’istanza presentata on line viene acquisita dal sistema e trasferita alla prefettura competente. Se la domanda risulta regolare, la prefettura convoca il richiedente entro 60 giorni dall’istanza, sempre per via telematica, indicando giorno, ora e luogo del test. In caso di irregolarità o mancanza di requisiti il sistema genera automaticamente e invia al richiedente una comunicazione con l’indicazione dei requisiti mancanti per consentire la rettifica delle informazioni. A questo punto, in caso di esito positivo della domanda, lo straniero svolge il test presso un Centro provinciale per l’Istruzione degli adulti. A richiesta dell’interessato la prova può essere svolta con modalità scritte di tipo non telematico. Il superamento del test prevede un risultato di almeno l’80% del punteggio complessivo. Il risultato del test viene inserito nel sistema a cura della prefettura competente, che lo mette a disposizione attraverso web service alla questura per le verifiche finalizzate al rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo. Se il risultato è positivo lo straniero può presentare alla questura la domanda di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; se negativo può ripetere la prova effettuando un’altra richiesta telematica. 

Il Pd: "Stato dia soldi per i corsi" "La lingua italiana deve essere veicolo di integrazione e non motivo di discriminazione". Il Pd lancia una controproposta: lo Stato preveda un fondo di 30 milioni per l’apprendimento di lingua e cultura italiane e corsi gratuiti ai quali l’immigrato può partecipare per abbreviare da 5 a 3 anni i tempi per il rilascio del permesso per soggiornanti di lungo periodo. Attraverso i quiz "ancora una volta - ha detto Livia Turco, prima firmataria della proposta di legge - ci troviamo di fronte ad un’iniziativa del Governo che impone ma non offre possibilità". Il Pd invece propone agevolazioni per immigranti che frequentino i corsi finanziati dal fondo che potrà essere alimentato attraverso i contributi pensionistici non riscossi dai lavoratori stranieri e dalle multe ai datori di lavoro che sfruttino gli immigrati privi di permesso di soggiorno. "Ci preoccupa moltissimo - ha aggiunto Turco - il provvedimento che prevede l’espulsione dell’immigrato che perde 15 dei 16 crediti per non aver superato il test di lingua".