Ti fermi al rosso? Rischi la multa

nostro inviato a Vignola (Modena)
Rosso mistero. Si scollina e, al volante dell’auto, si fa anche meno fatica. Queste zone, tra Pavullo, Serramazzoni, Vignola, Spilamberto, sarebbero l’ideale per i ciclisti. Se la vicinanza con Maranello non inducesse qualcuno, come l’autista della «cabrio» che mi ha appena passato senza nemmeno che facessi in tempo a vederlo nello specchietto retrovisore, a cercare d’infrangere il muro del suono.
In realtà il breve tratto emiliano (Pievepelago, Pavullo nel Frignano, Modena e Mirandola) che ho deciso di percorrere della SS12, strada lunga oltre 500 chilometri che da Pisa raggiunge il Passo del Brennero, è stato l’occasione per compiere una deviazione suggerita da una nostra lettrice, la dottoressa Gabriella Bettelli, anestesista rianimatrice all’ospedale di Modena. Ringraziando lei per la segnalazione, approfitto per ringraziare tutti voi lettori che con le vostre osservazioni state sostenendo questa inchiesta. Che cosa succede, dunque, da queste parti? Succede che, oltre alla folta presenza di autovelox disposti sulle principali arterie ad ampio scorrimento, molte amministrazioni locali brillano per la rilevazione delle infrazioni semaforiche. L’ho sperimentato personalmente mentre, procedendo a meno di 40 all'ora, mi stavo dirigendo a Vignola per imboccare la via Frignanese. Appena superata una curva cieca, mi sono trovato un semaforo giallo di fronte: tempo di controllare che dall’unica via alla mia sinistra non giungesse nessuno e sono passato. Questione di secondi. Ma sufficienti per vedere, con la coda dell’occhio, il cartello della «rilevazione d’infrazioni semaforiche» posto dal Comune di Spilamberto. Cartelli simili e una selva di controlli, ho poi trovato in tutta la zona.
Quindi riepilogando: ho trovato un cartello seminascosto, appena dopo una curva, con una sola strada che si immetteva alla mia sinistra, peraltro molto visibile e appena fuori dal centro abitato di Spilamberto. Il dubbio è lecito: avrò preso o no la multa? Perché, in presenza di simili «aggeggi», nome di battesimo «Fotored», devi mettere in conto che, se passi col rosso, ma forse anche col giallo, e fors’anche persino col verde, corri il rischio di venir fotografato, multato e decurtato di punti. Non solo è giusto, ma è sacrosanto punire severamente chi salta un semaforo rosso. La capillarità con cui, in tutto il territorio, sono presenti rilevatori per questo tipo di infrazione conosce altri illuminanti esempi nel resto d’Italia.
Ma la questione è un’altra. Questi rilevatori sono affidabili? In altre parole, ci meritiamo davvero quella multa? Vediamo un breve stralcio della sua lettera: «... Vorrei comunicare alcune perplessità circa la reale utilità e la capacità “diagnostica” del meccanismo denominato Fotored. Se non erro, esso individua le vetture che transitano in un incrocio dopo un tempo molto piccolo (credo inferiore al secondo) da quando è scattato il rosso. Sempre se non erro, lo sfasamento tra la comparsa del rosso da una parte e l’avvio del verde dall’altra è comunque superiore al tempo oggetto d’indagine da parte del fotored. In altre parole, fotored non sembra essere stato concepito per intercettare l’automobilista-tipo responsabile di incidenti, ossia colui che procede, incurante del semaforo e della sicurezza, in qualsivoglia momento e con qualsivoglia colore. Nessun dubbio invece che il meccanismo sia efficientissimo nell’individuare i soggetti che, per ragioni le più varie (che possono anche comprendere la necessità di togliersi rapidamente di mezzo davanti ad un semaforo il cui giallo dura troppo poco o altro), raggiungono la fine dell’incrocio alcuni decimi di secondo dopo la comparsa del rosso...». Come vedete perplessità ampiamente condivise e sperimentate da altri. Che, nel caso della dottoressa Bettelli si accompagnano a considerazioni, come dire, tecniche: «... In medicina i test che non sono in grado di discriminare adeguatamente tra malattia e salute, si dice che producano “falsi positivi”, ossia accreditino il sospetto di malattia anche dove questa non c’è. Quando il numero di falsi positivi è troppo elevato, si conclude che il test non è sufficientemente specifico e non risponde pertanto alle finalità discriminatorie per cui è stato introdotto nell’uso, e viene quindi abbandonato o quanto meno interpretato con le dovute riserve...». Le domande che vorrei porre al Comune di Spilamberto, o di qualsiasi altra amministrazione comunale italiana, se avrà la compiacenza di risponderci, non finiscono qui. Per esempio: l’introduzione del fotored ha diminuito gli incidenti? Quanti sono i casi intercettati da fotored in un dato intervallo di tempo e con quali tempi di ritardo rispetto allo scattare del rosso? E qual è l’introito ricavato dai Comuni grazie a questo meccanismo? Rispondeteci, prego. Intanto io cerco di risollevarmi il morale con una piadina.