Tim alla riconquista del cliente perduto vuole 9 milioni di Umts

Maddalena Camera

da Milano

«Da alcuni mesi la nostra crescita clienti con la portabilità del numero è tornata positiva». Lo spiega Massimo Castelli, già responsabile della telefonia fissa, ora diventato direttore operativo di Tim, in pratica l’uomo che ha preso il posto del direttore generale Mauro Sentinelli, dunque il numero due dell’azienda di tlc mobili dopo l’amministratore delegato Marco De Benedetti. Le offerte aggressive stanno dunque dando i frutti sperati. Ed è proprio a livello di number portability, ossia la possibilità data agli utenti di cambiare gestore senza mutare numero di telefono, che i clienti dopo mesi in perdita stanno crescendo. Anche se in questa «specialità» è sempre «3», l’operatore Umts, a condurre la speciale classifica. Nel settore del mobile però, a livello di numeri e bilanci, i tempi sono cambiati. Dopo anni di crescita a due cifre i ricavi, soprattutto in Paesi dove la penetrazione di mercato è al 100%, sono in frenata. Fatturato e utili insomma restano ampiamente positivi ma crescono poco. «Nessuno si illude che la crescita possa proseguire come negli anni scorsi - spiega Castelli -, ma questo era già ampiamente scontato nei numeri che abbiamo presentato in febbraio».
Allora, come si fa in un mercato maturo?
«Abbiamo presentato offerte molto aggressive a livello di tariffe e ora puntiamo sui nuovi servizi. Dalla metà di luglio lanceremo una nuova versione del nostro portale mobile con più servizi e più brani musicali, saranno circa 150mila, pronti per essere scaricati anche sotto forma di suonerie».
E l’Umts?
«Finalmente abbiamo a disposizione nove nuovi terminali, belli e di dimensioni contenute».
L’obiettivo è ambizioso: 9 milioni di clienti nel 2007.
«Già a Natale il 50% dei terminali che venderemo saranno Umts. Dato che abbiamo circa 26 milioni di clienti raggiungere quel numero di utenti non è poi così difficile. Sulla rete Umts investiremo in tre anni 1 miliardo di euro. Entro il 2007 la copertura sarà pari all’80% della popolazione».
State studiando un prodotto convergente fisso-mobile come sta facendo British Telecom con Vodafone?
«Praticamente tutti i gestori stanno facendo un esperimento del genere, ma la tecnologia non è ancora pronta».
Qual è il servizio più promettente?
«Certamente la musica e infatti faremo iniziative con il portale Adsl di Telecom».
Secondo lei è più facile «vendere» la telefonia fissa o quella mobile?
«Mobile certamente. Nonostante sia un mercato maturo il telefonino è ancora vissuto come un oggetto prezioso che fa parte della personalità di un individuo».

Annunci

Altri articoli