Torino, è guerriglia tra studenti e polizia E Di Pietro ora sta con chi assalta gli "sbirri"

Scontri fra studenti e forze dell'ordine davanti al G8 dell'università. Giovani con caschi e a volto coperto lanciano petardi, fumogeni e alcune bombe carta (<strong><a href="/video.pic1?ID=torino_guerriglia" target="_blank">il video</a></strong> - <strong><a href="/fotogallery.pic1?ID=1169" target="_blank">le immagini</a></strong>). <strong><a href="/a.pic1?ID=352364">E Di Pietro difende i teppisti 
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Torino - È di diciannove feriti, tutti tra le forze dell’ordine, il bilancio degli scontri davanti al Castello del Valentino. Si tratta di due carabinieri e 17 agenti di polizia. Due manifestanti sono stati portati in questura. A quanto riferiscono gli studenti che hanno partecipato al corteo, i due fermati sarebbero giovani provenienti da Milano. I feriti si stanno facendo medicare negli ospedali cittadini. Molti di loro hanno riportato contusioni e irritazioni a causa dei gas lacrimogeni. Non risulta, al momento, che vi siano feriti tra i manifestanti.

Gli scontri al Valentino I manifestanti dell'Onda sono entrati in contatto con le forze dell'ordine davanti al castello del Valentino, dove è in corso il summit dei presidi. Le prime linee del corteo di manifestanti hanno forzato il cordone di polizia posto a difesa del castello. C’è stato un fitto lancio di fumogeni e petardi. Al tentativo degli studenti di passare per raggiungere la facoltà, le Forze dell’ordine hanno risposto con lancio di gas lacrimogeni. I poliziotti hanno ricacciato indietro gli studenti, che hanno risposto anche con il lancio di bombe carta. Sono in corso scene di guerriglia urbana a Torino dopo che le prime linee del corteo sono entrate in contatto con le forze dell’ordine. I manifestanti, molto dei quali indossavano caschi e parastinchi e imbracciavano bastoni, sono arretrati. In questo momento l’aria in corso Marconi è resa irrespirabile dai lacrimogeni lanciati nel corso degli scontri.

Tensione alta Cassonetti rovesciati, pietre per terra, bastoni e altro materiale contundente. Molte persone hanno cercato vie di fuga attraverso le case della zona. Secondo una prima ricostruzione, a tentare di sfondare per primi sarebbero stati gli studenti provenienti dall’estero, francesi e baschi in particolare.

Fischi davanti al Provveditorato Una sosta particolare è stata effettuata dagli studenti dell’Onda, che stanno sfilando lungo via Po a Torino, davanti alla sede del Rettorato a Palazzo Nuovo in direzione della quale sono partiti numerosi fischi. In segno di contestazione, per la decisione del rettore di chiudere la sede delle facoltà umanistiche nei tre giorni del "G8 University Summit", gli studenti hanno mostrato un sacco con della segatura dentro con la scritta "Compost Toilette" e due cartelli con scritto "Dal letame nascono i fiori" che invitavano gli studenti ad aggiungere segatura come gesto simbolico. Al grido di "noi la crisi non la paghiamo" il corteo ha poi raggiunto piazza Castello. La situazione è per il momento tranquilla. Dal centro del corteo è partito qualche fumogeno colorato.

Il corteo per le strade di Torino "G8 stiamo arrivando: parte l’Onda, parte una nuova mareggiata". Con queste parole, urlate da un megafono, è partito il corteo di protesta contro il G8 delle università. Sono circa 2 mila le persone che sfilano nel centro di una Torino blindata dalle forze dell’ordine. La manifestazione protesta contro il summit dei rettori del G8, che è in corso da ieri nel capoluogo piemontese. Un vertice, dicono i manifestanti, "fallimentare e illegittimo". Numerosi anche gli slogan contro il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, e contro l’attuale congiuntura economica: "Noi la crisi non la paghiamo - urla il corteo - noi la crisi ve la creiamo".

I rettori: problemi di comunicazione La tensioni di questi giorni a Torino è la "dimostrazione che non entrare nei contenuti, restare in superficie, provoca danni enormi. C’è stato un grosso problema di comunicazione. Dobbiamo cambiare il modo di comunicare": è il commento del rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo che, nel castello del Valentino, ha ospitato l’evento. Commento condiviso dal presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane, oltre che rettore a Milano, Enrico Decleva, e da Giovanni Puglisi che al G8 conclusosi oggi rappresentava la commissione italiana per l’Unesco. Puglisi ha evidenziato che esiste un problema di "cultura della legalità e della pace e quanto è accaduto rischia di far passare in secondo piano i lavori del summit". "C’è un malessere generale tra gli studenti - ha detto Profumo - che io riconosco. Ribadisco la mia totale disponibilità ad incontrarli".

Fini contesta "Desidero esprimere la mia solidarietà e vicinanza agli agenti e ai carabinieri feriti nel corso della manifestazione a Torino": così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in una nota. "Ancora una volta - aggiunge - i cittadini devono ringraziare la polizia e i carabinieri, la cui professionalità e responsabilità ha saputo circoscrivere i disordini causati da una minoranza violenta, la cui azione di disturbo a una iniziativa pacifica e democratica è da condannare con fermezza".