Torna il ticket sanitario ma anziani, bambini e malati cronici non pagano.

La manovra economica ripristina il ticket di 10 euro sulle prestazioni specialistiche e conferma il ticket di 25 euro sui ricorsi impropri al Pronto soccorso, i cosiddetti codici bianchi. Federanziani sottolinea però che il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha confermato l'esenzione per le fasce deboli.

A volte ritornano. Pure i ticket al pronto soccorso, ovvero una delle misure più invise ai cittadini Ma chi pagherà? Alcune regioni hanno già alzato gli scudi promettendo di trovare misure alternative come la Toscana e l'Umbria mentre nel Lazio, una delle regioni con il deficit sanitario più pesante, il balzello sul pronto soccorso era già previsto.
Dunque la manovra economica ripristina il ticket di 10 euro sulle prestazioni specialistiche varato nel 2007 e conferma pure il ticket di 25 euro sui ricorsi impropri al Pronto soccorso, i cosiddetti codici bianchi. Attenzione però, ricorda Federanziani, molte categorie sono esentate e tali resteranno anche dopo la manovra: gli anziani oltre i 65 anni, i bambini e anche i malati cronici. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio rende noto che al fine di «tutelare le fasce deboli della popolazione»e per garantire a tutti «le prestazioni necessarie alla promozione e al mantenimento della salute», ha proposto «al ministero dell'Economia di rimodulare le esenzioni ai ticket, per meglio ancorarle al principio dell'appropriatezza». In una nota indirizzata al ministro Giulio Tremonti Fazio ricorda le categorie per le quali i ticket non sono applicati. Ci sono gli esenti per età e reddito, dunque i bambini e gli anziani con redditi familiari sotto i 36.150 euro annui; i disoccupati, pensionati sociali e pensionati al minimo e i loro familiari a carico, con basso reddito, ovvero 8.260 euro, aumentato in base al numero dei familiari; i malati cronici e i cittadini affetti da malattie rare in possesso dell'attestato della Asl; gli invalidi civili, di guerra, per lavoro e per servizio.
Fazio ricorda pure che resta aperta comunque la possibilità per le Regioni di non applicare il ticket sulla specialistica di 10 euro purché adottino altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario e del controllo dell'appropriatezza.
«In una manovra dura ma necessaria per evitare rischi finanziari al nostro Paese - evidenzia Fazio - il Governo ha mantenuto il criterio di garantire a tutti i cittadini l'accesso alle prestazioni sanitarie: da qui la piena conferma delle esenzioni ai ticket per le fasce sociali economicamente più deboli, per i bambini, i disoccupati, i pensionati sociali e al minimo, gli invalidi e i malati cronici e rari».