Traffico, calore, smog Italia, è allarme clima: "Servono 50 miliardi"

Da noi il clima è sempre più caldo. A Milano e Trieste 3 gradi sopra la media. Si ritirano anche le coste. Pecoraro: "Nel nostro Paese le temperature crescono quattro volte di più che nel resto dle mondo"

Bologna - "La temperatura in Italia è aumentata 4 volte di più rispetto al resto del mondo e cioè 1,4 gradi negli ultimi 50 anni mentre la media mondiale e di 0,7 gradi nell’intero secolo". È l’allarme che il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha lanciato nel corso del suo intervento alla Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici, oggi a Roma. E che conferma le preoccupazioni di Legambiente che denuncia con il rapporto "Caldo in città": a Milano e Trieste 3 gradi sopra la media, a Bologna +2,5°, a Firenze +2,3°; e ancora, Torino (+2,2°), Roma (+1,3°), Napoli (+1,8°) e Palermo (+1°).

Diminuiscono le piogge Male anche la situazione delle piogge che "diminuiscono e fanno registrare un -5% nell’ultimo secolo con 14 giorni di pioggia in meno nel sud. Inoltre gli episodi di siccità si moltiplicano e la desertificazione sta diventando un problema non solo per la Sicilia ma anche per la Pianura Padana". Secondo quanto sottolinea ancora il ministro, "i nostri ghiacciai alpini hanno perso metà del loro volume e il 30/% della loro superfice in meno di un secolo. Il Po, come tutti i fiumi italiani, sta subendo riduzioni progressive delle portate medie mentre aumenta la variabilità tra piene e secche".

Il traffico Il surriscaldamento del clima è aggravato nelle aree densamente popolate dall’effetto "isola di calore", prodotto dal traffico, dagli impianti di riscaldamento e climatizzazione, dal cemento e l’asfalto che catturano le radiazioni solari e bloccano la traspirazione dei suoli, che rende mediamente più calde le aree urbane rispetto alle zone limitrofe. Tra gennaio e giugno in nove grandi città italiane la colonnina di mercurio ha registrato livelli record.

Le temperature I termometri di Milano e Trieste hanno rilevato in media una temperatura di 3 gradi superiore rispetto a quella degli stessi periodi nel trentennio 1960-1990, a Bologna di 2,5°, a Firenze di 2,3°, a Torino 2,2°, a Napoli di 1,8°, a Roma 1,3° e a Palermo di 1°. Unica eccezione a Bari dove si è registrata nello stesso periodo una diminuzione di 1,2° anzichè un aumento. I dati sono stati elaborati da Legambiente in collaborazione con l’Osservatorio meteorologico di Milano Duomo, che in uno studio realizzato in occasione della conferenza nazionale sul clima convocata per oggi a Roma, mette a confronto le temperature medie registrate in nove città italiane nei primi sei mesi del 2007 rispetto a quelle registrate negli stessi periodi nel trentennio 1960-1990.

Si ritirano le coste "Un chilometro su tre delle nostre coste basse è in arretramento e 33 aree costiere rischiano di essere sommerse dal mare nei prossimi decenni: le temperature, nel nostro Paese, sono quattro volte più alte che nel resto del Mondo". È l’allarme lanciato dal ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio intervenendo alla conferenza nazionale sui cambiamenti climatici in corso a Roma. "La biodiversità marina, così come quella terrestre -ha inoltre sottolineato Pecoraro- cambia e nuove specie aliene si stanno insediando nel Mediterraneo". Il ministro ha poi aggiunto: "Nel nostro Paese i costi per far fronte ai danni prodotti dai cambiamenti climatici si stimano a partire da 50 miliardi di euro all’anno. Per mettere in campo le azioni che permettono di tagliare le nostre emissioni di gas-serra - ha detto il ministro - ci servono da tre a cinque miliardi l’anno, mentre predisporre le misure di adattamento costa da un miliardo e mezzo a due miliardi di euro l’anno". Pecoraro Scanio ha sottolineato poi, in particolare, che "tagliare le emissioni e fare l’adattamento - ha concluso il ministro dell’Ambiente - ci costa tra meno di cinque e sette miliardi ogni anno, contro un massimo di 200. E prima si fa meno ci costa".