La tragedia del Bounty, un diario racconta l'incontro con l'ultimo ammutinato

Trovato in una soffitta il diario di bordo redatto da un cadetto di marina a bordo del Briton, vascello inglese che sbarcò a Pitcairn 25 anni dopo la rivolta. Nell'isola del Pacifico si erano infatti rifugiati i ribelli, portandosi dietro donne e uomini tahitiani, ma qui tra risse e rivolte si uccisero l'un l'altro, lasciando un unico superstite

Il ritrovamento in un vecchio baule in soffitta del diario di bordo del vascello di sua Maestà Britannica Briton, appena venduto da una casa d'asta per 40mila sterline, riaccende i riflettori su una delle più popolari vicende della marineria di tutti i tempi. L'ammutinamento del Bounty, che ha ispirato il racconto di Jules Verne «I ribelli del Bounty» e tre film, protagonisti Clark Gable nel 1935, Marlon Brando nel 1962 e Mel Gibson nel 1984. Ma soprattutto ripropone un vecchio quesito: come andarono veramente le cose, chi erano i cattivi e chi i buoni?
La trama è presto detta: il Bounty è una nave inglese agli ordini del sadico William Blight (sullo schermo Charles Laughton, Trevor Howard, e Anthony Hopkins) che proprio con i suoi crudeli e paranoici metodi di comando, il 28 aprile 1789 costringe alla rivolta la sua ciurma. L'ammutinamento viene guidato dal secondo ufficiale Fletcher Christian che poi abbandona Blight su una scialuppa insieme a pochi marinai fedeli, pensando di mandarlo incontro a morte certa. Invece l'ufficiale, con un'impresa rimasta storica, copre 3.618 miglia in 47 giorni, su un guscio di sette metri, praticamente senza viveri, si rifornirà nelle poche isole incrociate, e strumenti per orientarsi. Tornato in Gran Bretagna, scatena la caccia agli ammutinati ma alla fine ne trova solo sei, due graziati, uno assolto e tre impiccati. Gli altri si erano rifugiati con alcune donne e uomini tahitiani a Pitcairn, sperduto arcipelago di quattro isole dell'oceano pacifico.
Ed è proprio del ritrovamento dell'ultimo superstiste che parla il diario di bordo del Briton, corredato illustrazioni e note, redatto dal diciottenne cadetto di Marina John Bolton Woodthorp nel 1814. Ma se sei andarono a giudizio, che fine hanno fatto gli altri? Si erano ammazzati tra di loro o con i tahitiani che li avevano seguiti. Dimostrando un'indole tutt'altro che pacifica. Difatti scavando bene nella storia si scopre così che le cose non andarono come ce le hanno tramandate le diverse pellicole. L'equipaggio inizialmente era composto 44 uomini più il capitano, ma si ribellarono solo in 19, compresi Fletcher Christian, due non si schierano, e ben 23 restarono fedeli a Blight. Ma solo 18 presero posto nella scialuppa, gli altri cinque furono costretti, causa le loro specifiche competenze, a rimanere con i rivoltosi. E difatti quando vennero raggiunti dal Pandora e portati in patria, vennero assolti grazie alla testimonianza di Blight. Dei 19 rivoltosi, come detto, tre vennero invece impiccati, uno assolto e due perdonati.
Gli altri finirono tutti tragicamente. Due rimasero a Tahiti e si uccisero l'un l'altro. Gli altri raggiunsero Pitcairm e continuarono a scannarsi tra loro oppure a morire in scontri con i tahitiani portati con loro. I ribelli trattavano gli indigeni peggio di come Blight trattava loro. Dei veri schiavi per questo costretti alla rivolta. Alla fine dopo 25 anni quando John Bolton Woodthorp approdò sull'isola era rimasto in vita solo John Adam, arruolatosi con il nome di Alexander Smith, che venne graziato.
Il documento che racconta l'incontro è stato trovato qualche tempo fa in un vecchio baule «Diverse canoe ci raggiunsero» scrisse Woodthorp in corsivo. «Trovata l'isola abitata da discendenti di mister F Christian» poi racconta cos'era succeduto 25 anni prima: «...nove inglesi, undici thaitiani fra donne e uomini si stabilirono lì, bruciarono il Bounty» i sopravissuti ora «Parlano un buon inglese così come la lingua di Thaiti, al momento sono 48 abitanti». Il curatore del National Maritime Museum, John Mcaleer ha confermato l'identità di John Bolton Woodthorp, dicendo che all'epoca era in fase di addestramento per diventare ufficiale e disegni e note erano probabilmente parte dei suoi doveri di cadetto. Così il diario di bordo nei giorni scorsi è stato aggiudicato per 40mila sterline, dopo essere partito da una base di mille, dalla Cheffin's Auction House.