Dopo il tramonto la sicurezza a Genova non ha più quartiere

«Passeggiata» nell’incubo tra sbandati, prostitute e delinquenti che si spostano anche nelle zone da sempre considerate residenziali e più sicure del centro storico

Paola Castellazzo

Scippi, furti, rapine, tentato stupro, spaccio e risse. Da quartiere a quartiere Genova, la grande Genova, da Voltri a Nervi, ha paura. Extracomunitari, di cui moltissimi ecuadoriani, ma non solo, tanti i giovani, anzi i giovanissimi, e poi sbandati, drogati, piccole bande e ora persino baby gang per uno scenario notturno che forse non roicalcherà quello, magari esagerato, di certi film americani ma che lo ricorda molto. E la gente ha paura. Al punto che la città, quando si chiudono i negozi, si svuota. Provate a prendere la macchina e a girare di notte, dirigendovi verso il centro o verso il ponente cittadino, passando tra Commenda, Sampierdarena, Cornigliano, Voltri. Tanto per cominciare troverete poca gente per strada, e, d'istinto, vi verrà naturale chiudere gli sportelli dell'auto, perché incontrerete piccoli e sparuti gruppetti di extracomunitari, di ecuadoregni, di ragazzini, sempre più giovani, con bottiglie in mano. Persino le zone ritenute fino ad oggi ritenute più tranquille soffrono del degrado della delinquenza. Anche Castelletto, zona residenziale per eccellenza, si conquista una piazza ricca di problemi al punto che lo stesso Giuliano Bellezza, presidente della circoscrizione Centro Est, che raggruppa i quartieri di Castelletto, Pré, Molo, Maddalena, Portoria, Oregina e Lagaccio parlando di Castelletto paragona piazza delle Erbe, nei vicoli, a Spianata Castelletto. Scendendo verso il centro poi la situazione non migliora. La zona di Brignole alla sera è molto popolata, ma di persone dall'aspetto decisamente poco raccomandabile.
Salendo per via XX Settembre lo scenario non cambia molto. A fare due vasche nel salotto genovese solo stranieri e qualche giovane uscito dalle discoteche. E anche qui non sono mancate risse o qualche regolamento di conti a coltellate. È di pochi giorni fa la notizia dello straniero trovato morto in Corso Buenos Aires. Un po' ovunque poi si può assistere al fenomeno della prostituzione. Sarà anche il mestiere più antico del mondo ma provate un po' ad andare in giro con la famiglia e a spiegare ai bambini cosa fanno in mezzo agli incroci e agli angoli delle strade, quelle signorine così poco vestite.
Proseguendo a piedi in questo triste giro tra le brutture di questa città inevitabile fermarsi nei vicoli, naturalmente non quelli più frequentati, con locali e ristoranti aperti fino a tardi, ma nelle altre stradine, quelle che di giorno vivono di banchetti e negozi e che alla chiusura delle saracinesche vengono inghiottiti dal buio. Passeggiate fino alla Commenda e, la sensazione di insicurezza, passeggerà con voi. Probabilmente non vi si avvicinerà nessuno, nessuno vi rapinerà di documento e portafogli, ma il rischio non è poi così irrilevante. «Il centro storico resta una delle zone più problematiche - spiega Bellezza -. Da un mese stiamo assistendo ad un vero e proprio rincrudelimento di queste bande, soprattutto nella zona di San Bernardo, Prè e di Piazza Delle Erbe». Si parla di taglieggiamento, furti, danneggiamenti della proprietà privata, spaccio e disturbo. «La situazione si è fatta seria - continua Bellezza -. Nel tardo pomeriggio ci sono vere e proprie scorribande di ragazzi molto giovani che spaventano i passanti e gli chiedono soldi per farli proseguire, rompono quello che trovano. Nella notte invece sono gli adulti, in gran parte extracomunitari, i padroni del territorio».
Niente di nuovo quindi tra i nostri carruggi, ancora droga, furti e ubriachezza molesta, come sempre. Ma questa volta c'è qualcosa in più, che preoccupa. «Assistiamo anche ad un fenomeno nuovo, che è forse una conseguenza dell'ottima azione di pulizia attuata a Torino per le Olimpiadi. Ci sono tante facce nuove che probabilmente sono scappate dai controlli di Torino e adesso vengono qui a delinquere - conclude Bellezza -. La speranza è che i pattuglioni e l'azione di Prefettura e Questura rimettano a posto la situazione». Disagi anche alla Commenda poi dove si continua a delinquere, dove le bande di equadoregni continuano indisturbate a bere e sporcare ma dove per lo meno «non si sono più registrate risse e violenze. I gruppi hanno consolidato la loro posizione e non hanno più necessità di confrontarsi».
Stessa situazione passando nel ponente dove alcuni quartieri presentano zone in seria difficoltà. «Le strade, specie quelle intorno alla Fiumara, al centro civico e a via Carlo Rolando restano fortemente problematiche - spiega Domenico Minniti presidente della Circoscrizione che comprende Sampierdarena e San Teodoro -. Si tratta essenzialmente di gruppetti, di italiani e di stranieri, che si ritrovano nelle piazze e danno fastidio a chi passa, schiamazzano, lasciano in giro bottiglie vuote, scrivono sui muri e rovinano quello che trovano. Sono piccole gang di giovani, anche 15-16 anni. Un fenomeno preoccupante e in forte crescita conseguenza, anche, dell'abbandono delle scuole». Persino un quartiere relativamente tranquillo come San Teodoro si ritrova ad affrontare gravi problemi di delinquenza, al punto che nel prossimo piano regionale sulla sicurezza - assicura Minniti - verrà predisposto un programma per questa zona: «Da qualche mese un gruppo di giovani italiani ha preso di mira Piazzale Pistarino. Sono una decina di ragazzi, molto giovani, che entrano in un circolo che si affaccia sulla piazza, rompono le cose che trovano all'interno, mangiano senza pagare, e si lasciano andare a ragazzate estreme».
C’è poi il problema del graffitaggio, quell'«arte» tutta urbana di imbrattare di scritte, disegni e parolacce ogni superficie che si incontra con bombolette spray. «È un vero e proprio flagello - conclude Minniti - che colpisce un po' ovunque. Basti pensare al sottopasso di piazza Montano che, ripulito con una spesa di 80.000 euro, è rimasto con le pareti bianche per soli tre giorni». E pensare che il Comune per dare uno spazio creativo a questi giovani artisti aveva anche messo lo a disposizione quei pannelli, ma che nessuno usa, se non per appendere manifesti e disegnare qualche volgarità. Giunti alla fine di questo viaggio virtuale tra la mala notte genovese, ci ritroviamo un po' sconsolati. Certo le forze dell'ordine ci sono e la loro presenza frena molti di questi fenomeni ma non ci si sente più sicuri neppure a casa propria, costretti tra antifurti, porte blindate e telecamere. Ma volendo essere positivi una cosa va detta: questo è il peggio che abbiamo trovato.