Tre anni di prigione al giornalista che lanciò una scarpa contro George Bush

Bagdad È stato condannato a tre anni di prigione Muntazer al-Zaidi, il giornalista iracheno che nello scorso ottobre aveva scagliato una scarpa contro l’allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush. Nonostante molti iracheni giudichino quel gesto come del tutto giustificato, quando non addirittura eroico, al-Zaidi è stato giudicato colpevole di aggressione a un leader straniero. Il giornalista, trentenne, ha rifiutato di riconoscersi colpevole e ha detto alla corte che la sua deve considerarsi «una reazione naturale ai crimini commessi contro il popolo iracheno». Alla lettura del verdetto, i suoi familiari hanno reagito assai emotivamente: un fratello è svenuto, mentre sua sorella è scoppiata in lacrime e ha preso a imprecare contro il capo del governo Nuri al-Maliki, definendolo «agente degli americani». Al-Zaidi, in realtà, può considerarsi fortunato: rischiava fino a 15 anni di reclusione. Oltre ad aver lanciato l’ormai famosa calzatura all’indirizzo di Bush (che fu notevolmente lesto a schivarla, perché la mira del lanciatore era stata ottima) lo aveva anche insultato chiamandolo «cane». Da parte sua, Bush non ha commentato il verdetto, limitandosi a dire che si tratta di una questione interna dell’Irak.