Tredicenne stuprata: tolleranza zero per i bulli

da Ancona

In tanti sapevano, ma nessuno parlava. Quando, però, la storia è venuta a galla, in molti sono rimasti coinvolti.
Nell’inchiesta sulla 13enne di Ancona stuprata dal branco al parco del Gabbiano arriva un’importante svolta: 12 richieste di misure cautelari depositate, ieri mattina, in cancelleria dal procuratore per i minorenni Ugo Pastore. Richieste di misure cautelari per il gruppo di adolescenti di età compresa tra i 13 e i 17 anni accusati di avere abusato per mesi di una ragazzina di appena 13 anni, di avere ripreso le scene con il videofonino e di avere diffuso le immagini della violenza anche via Internet. Tutto questo con la complicità del fidanzatino della giovanissima vittima. Lo stesso che ha messo in moto un ingranaggio perverso che ha segnato profondamente la vita della ragazzina. Prima la relazione esclusiva, poi la richiesta di andare oltre. E alla fine la rete nella quale è rimasta impigliata. A essere finiti sotto inchiesta con l’accusa di violenza sessuale, riproduzione e commercializzazione di materiale pedopornografico sono in 15. Da ieri, però, è scattata anche l’accusa di lesioni gravissime a livello psicologico sulla base della perizia del neuropsichiatra a cui è stata affidata la 13enne di Torrette.
Durante le indagini è anche emerso che la 13enne non è stata solo violentata dal branco, ma anche picchiata e costretta con la forza ad avere rapporti. Umiliata fino in fondo e addirittura ricattata: «Se non ci stai, andremo dalla tua sorellina. Forse lei gradirà di più le nostre attenzioni». Il neuropsichiatra infantile fa riferimento a danni permanenti.
Le misure sono proporzionate a seconda del grado di partecipazione, dell’età dei ragazzi e, soprattutto, del ruolo svolto. Per alcuni di loro il procuratore ha addirittura chiesto il carcere.
Sono 5 gli episodi di violenza finora accertati: 3 di gruppo al parco del Gabbiano e 2 individuali avvenuti in un luogo privato.