Tremonti: "I conti italiani tengono e terranno" E Moody's e Fitch smentiscono i "gufi" di S&P

Fitch e Moody’s smentiscono la diminuzione del rating italiano decisa da Standard & Poor's. Anche Bruxelles conferma: "Non ci sono segnali di indebolimento della volontà procedere al consolidamento dei conti". Ma Piazza
Affari crolla: l’indice Ftse Mib ha ceduto il 3,32%

Milano - "Abbiamo tenuto e ci sono tutte le basi per continuare a tenere". Parlando della situazione dei conti pubblici in collegamento ad un convegno dell’Abi, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha sottolineato che il lavoro di questi anni "non è stato solo un esercizio contabile". Tuttavia, "la tenuta del risparmio delle famiglie, della coesione sociale e dei finanziamenti a imprese e famiglie". "E questo - conclude il titolare del dicastero di via XX Settembre - continuerà ad essere il lavoro dei prossimi anni". Ma dopo il declassamento del rating italiano da parte di Standard & Poor's, Piazza Affari crolla: l’indice Ftse Mib ha terminato la seduta in profondo rosso, cedendo il 3,32% a 20.532 punti.

Moody's e Fitch smentiscono S&P Fitch non ha intenzione di cambiare né il rating sull’Italia né le prospettive sul merito di credito, che rimangono stabili. David Riley, responsabile dei rating sovrani a livello globale, assicura che "non c’è indicazione che il governo non riesca a centrare gli obiettivi di stabilizzazione delle finanze pubbliche". Insomma, il governo procede come previsto. Restano dunque confermate le prospettive stabili e il rating sovrano "AA-" sull’Italia, superiore di un gradino rispetto al "A+" di Standard & Poor’s che venerdì notte ha tagliato a "negative" le prospettive. Fitch non ritiene neppure vi sia un "impatto negativo" in termini di stabilità politica sul programma governativo di riduzione del deficit. Anche Moody’s conferma il rating "Aa2", con outlook stabile. Fonti dell’agenzia ricordano, infatti, la recente analisi operata sul nostro paese in cui si evidenziavano "l’equilibrio del modello macroeconomico" e "il buono stato di salute del settore privato, con un basso livello di indebitamento".

Anche Bruxelles difende l'Italia Anche la Commissione europea difende l'Italia. Non ritiene, infatti, che nel Belpaese "ci siano segnali di indebolimento della volontà politica di procedere al consolidamento dei conti pubblici". Commentando la diminuzione del giudizio di Standard & Poor's sull’Italia, il portavoce Amadeu Altafaj Tardio ha ricordato che "il commissario Rens ha già riconosciuto che l’Italia sta attuando politiche prudenti e nelle ultime previsioni economiche è stato sottolineato il miglioramento del deficit pubblico nel 2010, a conferma del fatto che l’Italia fa bene il suo lavoro".