Tremonti prepara il rientro in politica: ecco la sua rete

Rilancio della fondazione <em>ResPublica</em> e un libro in arrivo. Con Grilli, Vegas & co

Roma Da ministro della Repubblica, ad animatore della «ResPublica», la sua fondazione politica che ora, in questo strano limbo tra Pdl e Lega in cui si ritrova, si è ricordato di avere e di poter sfruttare per rimettersi in gioco (e anche per fare un po’ di lobby). Nell’ultimo mese Tremonti ha fatto l’elenco di nemici (molti) e amici (pochi, però influenti), nel frattempo, ha riattivato tutti i contatti, ha chiamato i suoi fidati nel think tank da lui fondato (è presidente del Comitato scientifico), chiedendo di darsi da fare per mettere in cantiere convegni, studi, libri e dossier di «economia tremontiana».

Tornare in scena dall’alto, da Professore (epiteto che ama, molto più di tributarista...), con la Fondazione ResPublica da una parte, e col libro quasi pronto dall’altra, e coagulare attorno a sè, pian piano, un’intellighenzia Monti-scettica nel centrodestra, ecco la strategia tremontiana per i mesi a venire. Già a novembre ResPublica ha prodotto qualcosa, una ricerca su «L’impatto del cloud computing sull’economia italiana», fatta insieme a Microsoft (anche finanziatore del think tank tremontiano?) e Astrid, la fondazione del piddino Bassanini. Cloud computing, cioè tecnologia, ultima passione di Giulio Tremonti.

Pare che abbia chiesto ai suoi assistenti più giovani di insegnargli tutto su internet, social network, computer e anche sms, con i quali l’erudito ex ministro ha poca dimestichezza. Lo aiutano valenti collaboratori più giovani come il trentenne commercialista Francesco Galietti, già nello staff di Via XX Settembre e prima ancora consulente dello studio legale e fiscale Tremonti-Vitali-Romagnoli.

Nel frattempo Tremonti sta chiudendo le bozze del nuovo libro, che dovrebbe uscire a febbraio. Per quale editore? Qui si apre un giallo. Gli ultimi due libri di Tremonti sono usciti per Mondadori, che per inciso è la casa editrice di Berlusconi. Sul prossimo non arrivano conferme né smentite da Segrate (eppure il libro sta per uscire...), mentre da Rizzoli escono spifferi secondo cui sarebbero in quelle mani le bozze del volume tremontiano. Si sussurra di Bompiani (gruppo Rcs, appunto) che tra l’altro è l’editore di Angiola Tremonti, la sorella (ha appena scritto un romanzo, La valle degli orsi, che parla anche della famiglia Tremonti) buona amica dell’editor Elisabetta Sgarbi, pure lei sorella (di Vittorio). Sarebbe un cambio di editore casuale ma non troppo, in questo momento.

Sul fronte politico, l’idea di un gruppo-corrente Pdl tremontiano alla Camera sembra improbabile, visto che l’ex ministro non ha molto seguito nel partito e nemmeno si sente un capogruppo parlamentare. L’approdo alla Lega? Lui ha smentito tutto, ma i colonnelli della Lega confermano i colloqui. Una piccola parte lo vorrebbe dentro, Bossi in primis, ma la maggioranza del Carroccio lo vede bene come complementare, da alleato, ma non integrato nel partito. La truppa su cui invece può contare Tremonti si trova non nel Parlamento ma tra i papaveri di Stato, altissimi burocrati a lui fedeli perché portati lì da lui.

Uno di questi è Vittorio Grilli, viceministro dell’attuale governo, ma tuttora tremontiano (si ricordi la battaglia di Giulio per dargli il posto di Draghi a Bankitalia). Poi i vertici Consob, e cioè il presidente Giuseppe Vegas e il direttore generale Gaetano Caputi (ex capo del legislativo di Tremonti). Quindi il consigliere Rai Angelo Maria Petroni, e poi l’attuale responsabile dell’ufficio legislativo al ministero dell’Economia, Giuseppe Chinè. Loro e altri pezzi grossi dello Stato che ancora rispondono al generale Giulio. In fondo, conta molto più un gruppetto di questi che un gruppuscolo di deputati.