La Tremonti si difende: «Minacciata di morte, ma io sto con i cani»

La sorella del ministro sotto accusa per le sue dichiarazione sullo stato dei canili nel Comasco: «Non ho mai detto che bisogna sopprime gli animali, ma solo che bisogna risolvere lo stato di degrado delle strutture che li ospitano»

«La situazione è grave. Ricevo continue minacce, anche di morte, per cose che non ho mai detto e che non penso». Angiola Tremonti si difende dall'assalto degli animalisti dopo le sue dichiarazioni sullo stato dei canili nel Comasco. La sorella del ministro dell'Economia, che ha subito una contestazione anche sotto casa, risponde così a chi l'accusa di voler sopprimere gli animali: «Ieri sono stata costretta, con grande dispiacere, a rivolgermi all'autorità giudiziaria per segnalare i numerosi messaggi e le dichiarazioni diffamatorie e minacciose che mi giungono a fronte di un articolo in cui mi sono state messe in bocca frasi non raccolte dalla mia viva voce. Ne ho preso le distanze fin da subito ma non è bastato e sono oggetto di continui attacchi da giorni. Eppure non ho mai usato le parole ammazzare, uccidere, sopprimere i cani randagi. Non lo penso. Amo gli animali e voglio il meglio per loro. Non è giusto che soffrano in nessun caso».
«Tutto è partito - continua la Tremonti, che presiede la commissione bilancio del Comune di Cantù - dalla mia richiesta di documentazione sulla gestione economica del Canile consortile di Mariano Comense il 24 gennaio, di cui il Comune di Cantù è capofila. Non sono entrata nel merito né della gestione del canile, né del lavoro dei volontari. Porto grande rispetto e stima per chi si occupa di loro. Sul randagismo la mia posizione, da amante degli animali, è questa: è un grave problema del nostro Paese. Il numero dei cani randagi è altissimo e bisogna prendere coscienza dell'attuale situazione di degrado e malattia in cui vivono centinaia di animali, amati e non, abbandonati al loro destino. Invito il Governo a gestire il problema del randagismo nel migliore dei modi, guardando alle realtà di tutte le regioni italiane in cui, andando a verificare sui numerosi siti web, si riscontrano situazioni drammatiche a danno di bambini, turisti, commercianti ecc. Le mie preoccupazioni in merito al randagismo sono quelle di tutti i cittadini che ne subiscono danno. Nella mia zona il problema non sussiste. e soluzioni, però, le devono trovare i legislatori, io faccio altro. Un conto è essere attenti alle opinioni di tutti, un conto è mettere in bocca alle persone cose mai dette che mi stanno rovinando la vita. È una cosa che non auguro a nessuno».