Treviso, orrore in casa: madre e figlia sgozzate

Si cerca l'ex compagno, è un cittadino marocchino già espulso e tornato in Italia clandestinamente. La piccola aveva solo due anni. la mamma era infermiera. Sono state massacrate

Treviso Non le ha solo uccise. Le ha sgozzate come fossero due maiali, con una violenza e una ferocia inaudite. I corpi di Elisabetta Leder, 36 anni, infermiera in una casa di riposo, e della figlioletta Arianna, di appena due anni, sono stati trovati ieri sera, a Castagnole di Paese (in provincia di Treviso). L’abitazione si era trasformata in un mattatoio e gli stessi carabinieri, avvisati dal fratello della vittima allarmato dal fatto che la sorella non rispondeva alle chiamate, sono rimasti choccati dalla scena che si sono trovati di fronte.

Dopo un momento di generale sbigottimento, sono stati subito allertati i soccorsi nella disperata illusione che si potesse fare ancora qualcosa per quelle povere anime. Ma non c’è stato altro da fare che constatare il decesso della donna e della piccola, finite senza pietà da qualcuno che non sembra degno di appartenere al genere umano. La prima ipotesi formulata dagli inquirenti sembra quella di un raptus.
Ma chi può essere stato a commettere un delitto così orribile, così inaccettabile? Ieri sera i carabinieri di Treviso, coordinati dal pm Antonio Maggiani, stavano cercando il compagno della donna, un cittadino marocchino espulso nei mesi scorsi perché privo di permesso di soggiorno e rientrato clandestinamente pochi giorni fa.
Gli inquirenti non hanno al momento elementi per formulare accuse specifiche, ma è chiaro che questo marocchino dovrebbe fornire parecchie spiegazioni. A cominciare dal suo rientro in Italia, dopo la formalizzazione dell’espulsione.

Elisabetta Leder faceva l’infermiera in una casa di riposo trevigiana e prendeva quanto bastava per assicurare a sé e ad Arianna una vita decente. Il terribile duplice omicidio potrebbe essere maturato proprio in ambito familiare, considerando la vita assolutamente tranquilla condotta dalla donna. Nella ricostruzione fatta ieri sera dagli inquirenti, è emerso che l’infermiera aveva avuto la piccola Arianna proprio dal marocchino, poi espulso e successivamente rientrato, chissà, forse proprio per incontrare di nuovo compagna e figlia e discutere sul futuro. Quello che è certo, per ora, è solo il modo in cui è stato possibile scoprire il delitto. Elisabetta Leder avrebbe dovuto essere a cena dalla madre che, non vedendola arrivare, ha mandato l’altro figlio a cercarla. Il giovane, giunto davanti al condominio Alfa, in via Cal Morganella, ha visto che le luci dell’appartamento e la tv erano accese e ha pensato che la sorella fosse uscita per fare compere. Ha atteso per un po’ il ritorno di Elisabetta, ma non vedendola tornare, ha richiamato la madre che l’ha consigliato di chiamare i carabinieri. E sono stati proprio i carabinieri a sfondare la porta e a scoprire la mattanza. Mamma e figlia erano state martoriate da diverse coltellate.

Il pm ha per ora escluso che ci siano indagati. «Siamo nelle prime fasi dell’inchiesta ma al momento non c’è nessun indagato. Stiamo cercando il compagno della donna solo per avere ulteriori informazioni». Sul posto ieri sera c’era anche don Gino, il parroco del paese. Le sue preghiere non sono riuscite a calmare la rabbia di coloro che hanno visto tutto quell’orrore.