Tricolore nello spazio. Napolitano: «Riuscite a vedere pure il Canal Grande?»

Il capo dello Stato, in collegamento con la Stazione spaziale internazionale, parla con gli astronauti italiani Nespoli e Vittori. «Da qui - rispondono - si vede una Terra fragile e bellissima, bisogna difenderla meglio».

«Ma toglietemi una curiosità: da lassù, riuscite a vedere pure le gongole del Canal Grande?». «Be', presidente, diciamo che possiamo vedere una Terra fragile e bellissima, un pianeta che dobbiamo difendere». Giorgio Napolitano ringrazia: «Portate onore al Paese». I due astronauti aprono il bandierone: e così c'è un tricolore che sventola a trecento chilometri di quota, oscillando senza gravità.
Qui terra, a voi cosmo. Venti minuti di collegamento fra il Quirinale e i due italiani, per la prima volta insieme sulla Stazione spaziale internazionale, Paolo Nespoli e Roberto Vittori, entrambi dell'Esa. La bandiera è la stessa che il 7 gennaio scorso Napolitano aveva consegnato a Vittori, colonnello dell'aeronautica militare, in apertura delle celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia. Si parla di emozioni, di prestigio, di scienza, ma anche del valore dell'ambiente, della ricerca e della cooperazione. E c'è pure un breve scambio di battute fra Napolitano e i comandanti dei due equipaggi a bordo della stazione orbitale, il russo Dmitri Kondratyev e l'americano Mark Kelly.
«Ancora una volta abbiamo portato in altro i colori italiani», dice Nespoli rispondendo al saluto del presidente. E che l'Italia sia una presenza forte sulla Stazione spaziale lo spiega bene Vittori: «Avevo visto l'ultima volta la Stazione nel 2005 e da allora è più che duplicata. I nuovi moduli sono stati quasi tutti prodotti dall'attività dell'industria italiana». Quindi i due astronauti aprono il tricolore e tenendolo per i lati. Per Napolitano «è un momento importante delle celebrazioni per i 150 anni». Vittori quindi consegna la bandiera a Nespoli, «perchè la riporti a Terra» al suo rientro, in programma domani.
Le immagini del pianeta «fragile e bellissimo» sono per il capo dello Stato l'occasione per affermare che «il primo imperativo è occuparsi seriamente della salvaguardia dell'ambiente, è un compito indivisibile, da perseguire su scala planetaria e per quale non basta lo sforzo di un singolo Paese». Il presidente chiede poi notizie sugli esperimenti in corso sulla stazione orbitale: «Hanno a che fare con quelle condotte nel Cern?». E ricorda la sua recente visita al Cern e il suo incontro con tanti italiani che lavorano lì «con un entusiasmo straordinario, credo sia lo stesso entusiasmo che vi anima là dove siete».
Si chiude con un saluto particolare a Nespoli, che ha appreso durante la missione la notizia della morte della madre: «Auguri a tutti e due e in particolare e Nespoli, che torna dopo un dolore forte».