«Troppe madri sono malate di integralismo alimentare»

Marisa de Moliner

da Milano

No alla dieta vegetariana in gravidanza, durante l'allattamento e nello svezzamento. È decisamente contrario a uno stile alimentare che non preveda carne, uova, latte e latticini nell’alimentazione delle neo mamme Vittorio Carnelli direttore della clinica pediatrica dell'Università di Milano. Il motivo? I gravi rischi che correrebbe il bebè: dai disturbi gravissimi nello sviluppo del sistema nervoso centrale, a quelli del cuore, del fegato e del midollo osseo. Ma tutte le mamme vegetariane fanno correre ai figli gli stessi rischi? «No, il problema riguarda soprattutto quelle donne che seguono un regime dietetico molto stretto come le veganiane che s'alimentano solo di frutta, verdura e cereali, e coloro che sono vegetariane di più lunga data - spiega il professore -. Perché la natura è una grande madre, e per i primi 4-5 anni d'indirizzo dietetico vegetariano non si hanno ripercussioni sul bambino e il latte materno. Dopo, invece, si hanno grosse carenze».
Che deve fare allora una mamma vegetariana?
«Consultarsi con un medico per integrare le carenze alimentari che si riflettono molto pesantemente sul bambino. Bisogna dunque assumere acido folico, vitamine del complesso B, ferro, alcuni sali minerali e oli polinsaturi Omega 3 e Omega 6. Nella fase dell'allattamento è bene far assumere amminoacidi essenziali che l'organismo non produce e che si trovano nelle proteine nobili d'origine alimentare. Ed eventualmente ricorrere ai latti formulati vaccini, ma anche di soia».
Se non si seguono queste indicazioni che accade?
«Ci s'imbatte in disturbi gravissimi nello sviluppo del sistema nervoso centrale, ritardo nell'accrescimento e tutta una sintomatologia carenziale a livello cutaneo e a livello di organi, cuore e fegato in particolare. In pericolo è anche il midollo osseo che è la fabbrica di tutte le cellule, globuli rossi e bianchi che sono la parte corpuscolare del sangue. Il bambino potrebbe avere un ritardo psicomotorio, anemia e alterazioni del tono muscolare e del muscolo cardiaco. A livello cutaneo possono manifestarsi delle dermatiti da carenza di minerali, zinco in primis.
Ne ha visti tanti di casi estremi?
«No per fortuna: cinque o sei negli ultimi sette-otto anni».