La truffa del resto, un evergreen duro a morire

Così agiscono i truffatori che spillano soldi ai negozianti. L'ultimo caso in provincia di Avellino dove un 35enne avrebbe rubato 47 euro a una barista

Occhio alla truffa del resto. Sembrava un ricordo lontano, cristallizzato nei fotogrammi del cinema anni ’70, quello popolare delle irresistibili gag tra Thomas Milian e il piccolo furfante Venticello, interpretato dall’indimenticabile Franco Lechner, Bombolo. Eppure, nell’era dell’informatica, c’è ancora chi si affida ai metodi più semplici, e più efficaci, per spillare denaro al prossimo.

La chiamano la truffa del “rendez-moi”, con un francesismo che vuol farsi linguaggio tecnico capace di descrivere le “basi” dell’universitas sceleris del nostro Paese. Si tratta della vecchia truffa del resto, da esperire ai danni della cassiera distratta, da utilizzare per beffare il barista indaffarato e incassare piccole somme in contanti.

Il metodo è rodato da anni e anni di esperienza. Si lascia intravedere al negoziante una banconota di grosso taglio, con la quale pagare una consumazione o una spesa minima. Così il negoziante inizia a esplorare la cassa, alla ricerca di monetine per metter su la cifra da restituire al cliente che, a un certo punto, si ricorda di avere forse un’altra banconota e inizia a contare monetine. Poi il truffatore, dicendo che non riuscirà a pagare se non con quella banconota, che lui assicura di aver consegnato al cassiere quando invece l’ha immediatamente reintascata, pretende il resto dal negoziante. Che, se nella concitazione dei pochi secondi di concentrazione ha perduto la freddezza, finisce per consegnargli, con tanti saluti. Anche perché, di solito, arriva qualche complice a ingrossare la fila dei clienti, mettendo così pressione al cassiere.

Il modus operandi, però, può prevedere alcune variazioni. Come, ad esempio, quella di mostrare una banconota di grosso taglio e poi sostituirla al momento della consegna con una di valore minore, pretendendo di aver pagato con la prima anziché con la seconda. Intanto, il cassiere ha già preparato il resto per la spesa maggiore e, distratto dalle argomentazioni del “cliente” finisce, quasi inconsapelvolmente, per dargli più soldi di quanti gliene spetterebbero. Il successo di questo tipo di truffa sta nella creazione di un vero e proprio momento di confusione, messo su arte per beffare i negozianti.

Così avrebbe fatto un 35enne della provincia di Avellino che, nei giorni scorsi, è stato denunciato dalla polizia perché accusato di essersi appropriato di 47 euro che avrebbe scucito alla cassiera di un bar in Irpinia proprio utilizzando il metodo del “rendez-moi”. L’uomo è accusato di aver consegnato una banconota da 100 euro, poi di averne chiesto la restituzione e, nel mentre che intascava il resto, di avergliene rifilata una da 50 lasciandole intendere di averle restituito quella da cento. Così sarebbe riuscito ad appropriarsi indebitamente di una somma pari, come riporta il Mattino, a 47 euro. Per il presunto truffatore, però, il “colpo” è andato male: la cassiera ha chiesto aiuto ai carabinieri che, grazie all’impianto di videosorveglianza del locale e ai database delle forze dell'ordine, sono riusciti a risalire alla sua identità e a procedere, quindi, alla denuncia a piede libero.