Tumore e vaccino: esperti a confronto

Una giornata di formazione per medici e di informazione per i cittadini genovesi sulle prospettive del vaccino contro il papilloma virus e il tumore del collo dell'utero. A organizzarla è l'Ist in collaborazione con la facoltà di Medicina dell'università e il Municipio di Genova Medio Levante. Il convegno si tiene domani nel centro sottostrada di Salita Superiore della Noce 41 rosso e comincia alle 8,30. I lavori saranno aperti dal presidente della circoscrizione Pasquale Ottonello e dall'assessore regionale alla Sanità Claudio Montaldo. Interverranno poi Angela Grondona, coordinatrice dei consultori dell'Asl 3, Oliviero Varnier microbiologo della Facoltà di Medicina, Paolo Cristoforoni ginecologo dell'Ist, Ezio Fulcheri docente di anatomia patologica, Mauro Truini, studioso di anatomia e citoistologia patologica dell'Ist Gian Carlo Icardi, docente di Igiene, Franco Gorlero ginecologo della facoltà di medicina, Paolo Dalla Palma, responsabile di anatomia patologica dell'ospedale Santa Chiara di Trento. Nel pomeriggio, a partire dalle 14,15, interventi degli esperti e domande del pubblico con gli interventi di Rosanna De Luca, Oliviero Varnier, Angela Grondona, Cristina Fenoglio.
Al convegno sul papilloma virus verranno spiegati i metodi di diffusione dell'Hpv, i vaccini esistenti, che non coprono tutti i ceppi, ma soltanto quelli pericolosi per il tumore al collo dell'utero, lo screening e la prevenzione che le donne devono seguire. Nella seconda parte della giornata sono stati invitati a partecipare studenti, docenti, genitori, delle scuole genovesi. Il tema è importante: si calcola infatti che tra l'ottanta e il novanta per cento delle persone contragga il virus. In molti lo debellano nel giro di due o tre anni. Altre vengono aggredite dai ceppi resistenti. Sono 3500 quelle che scoprono di avere un tumore al collo dell'utero ogni anno in Italia. Mille donne ne muoiono. «Oggi finalmente per quei quattro o cinque ceppi di virus - dicono Pasquale Ottonello e Rosanna De Luca - c'è il vaccino. Costa oltre 400 euro e viene somministrato in tre dosi gratuitamente per le dodicenni in modo tale da avere un risultato sicuro. Per le ragazze dai tredici ai diciotto anni, invece, c'è un contributo della Regione intorno ai settanta euro. In altre regioni tuttavia è stato avviato uno screening utilissimo che invece in Liguria, finora, non è ancora partito. Occorre sensibilizzare sul tema sia i politici, sia i cittadini».