Il tuo stipendio è basso ma spendi tanti soldi? Il fisco ti viene a cercare

Il reddito medio degli italiani è di 18mila euro ma il 35% dichiara un reddito inferiore ai 10mila. Il Fisco studia una stretta su chi
spende più di quanto guadagna

Roma - Mentre il governo lavora a un decreto legge su una fiscalità "light" all'irlandese per attrarre capitali esteri in Italia, i tecnici dell'agenzia delle Entrate studiano nuove norme per prevenire l'evasione fiscale. Una sorta di stretta sui contribuenti "furbetti" che spendono più di quanto guadagnano. Per ora l'operazione, che replica quanto già avviene per segnalare le anomalie da studi di settore, prevede l'invio di una lettera di rimbrotto a chi ha speso molto più di quanto ha dichiarato.

Secondo quanto risulta dalle ultime dichiarazioni dei redditi disponibili (dichiarazioni 2007 su anno d’imposta 2006), diffuse dal dipartimento delle finanze del ministero dell’Economia, il reddito medio degli italiani è di 18.324 euro (in aumento del 5,7 per cento rispetto all’anno precedente), mentre il 35 per cento dei contribuenti italiani dichiara un reddito inferiore a 10mila euro. I più ricchi del Paese, coloro cioè che dichiarano oltre 100mila euro, sono solo lo 0,9 per cento del totale e sopra i 70mila euro è appena il 2 per cento degli italiani. E ancora: più di 10,7 milioni di contribuenti italiani non paga l'Irpef perché dichiara redditi molto bassi o si avvale di "sconti" che annullano le imposte da pagare. I dati del dipartimento delle Finanze confermano il basso livello di reddito dichiarato dalla maggioranza degli italiani.

Il governo è al lavoro proprio per contrastare questa piaga sociale. Secondo quanto riporta oggi il Sole 24 Ore, "già da quest'anno una forte azione di prevenzione potrebbe focalizzarsi sulle persone fisiche che negli anni scorsi hanno mostrato una capacità di spesa (documentata) eccessiva rispetto a quanto dichiarato al fisco". Insomma, se il reddito dichiarato si aggira tra i 20 e i 10mila euro suonerà piuttosto strano far quadrare l'acquisto e il mantenimento di auto da cilindrate roboanti, viaggi sotto il sole caraibico, affitti di appartamenti a due passi dagli impianti sciistici o cene (più o meno di lavoro) nei ristoranti più alla moda. Qualora i valori delle spese effettuate e dei redditi dichiarati fossero "starati in modo consistente", il Fisco invierebbe al contribuente una lettera per avvisarlo che è stata notata una anomalia. A quel punto, il contribuente potrà difendersi giustificando le entrate e le spese.

L'intento è semplice: la lettera del Fisco dovrebbe indurre il contribuente "pizzicato" ad adottare una maggiore attenzione nel pagamento delle tasse. Insomma, lo stesso principio dei rivelatori di velocità sulle statali: i chilometri lampeggianti e il monito rallentare! dovrebbero spingere il guidatore a calcare meno il piede sull'acceleratore. Il Fisco si ispira, infatti, alle già collaudate lettere sul redditometro adottate da qualche anno per gli studi di settore. Esperimento che, a detta dell'agenzia delle Entrate, ha dato "risultati rilevanti" in termini di "dissuasione rispetto a comportamenti poco corretti". In realtà, la norma potrebbe anche non trovare il favore dei contribuenti che, evasori o meno, troverebbero i controlli poco liberali e invasivi. 

Il Fisco ha, invece, già avviato controlli a tenaglia sulle case. Da una parte l’agenzia delle Entrate ha realizzato una serie di verifiche incrociate sugli affitti del 2006, cercando incongruenze che ha già iniziato a contestare ai proprietari; dall’altra si è conclusa l’operazione denuncia per le case "fantasma" alla quale faranno seguito i "sopralluoghi" dell'agenzia del Territorio per attribuire rendite e frenare l’evasione di chi ha un immobile (o ha realizzato un ampliamento) ma non lo ha mai denunciato. 

Alle misure repressive dell'agenzia delle Entrate, tuttavia, il governo affiancherà una fiscalità light per agevolare le imprese. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha già annunciato che nel pacchetto per favorire lo sviluppo saranno inseriti interventi per "ridurre l’oppressione fiscale sulle imprese". Misura che, a detta dei tecnici di via XX Settembre, dovrebbe semplificare le procedure sugli studi di settore. Mentre per le famiglie non sarà più obbligatorio inviare il quadro dei familiari a carico ogni anno, procedura necessaria per poter accedere alle agevolazioni fiscali. Sempre sul fronte della semplificazione fiscale, nel provvedimento che sarà presentato domani in Consiglio dei ministri, dovrebbe trovare spazio la norma già annunciata dall’esecutivo che eviterà ai commercianti di dover prendere nota dei pagamenti oltre i 3.600 euro anche quando vengono effettuati con carte di credito.