Tursi «al verde» scopre che i pini non sono felici

(...) Come se Genova poi non ne avesse di suoi. Lo scopo era infatti quello di fare delle fotografie aeree che venivano fotointerpretate a infrarossi, una tecnica in grado di rilevare la salute e la longevità delle nostre verdi chiome. La domanda a questo punto nasce spontanea. Perché era necessario richiedere un intervento di questo tipo? La salute del verde pubblico a Genova era così a rischio? Ovviamente no, anche perché, foto alla mano, la situazione non è grave. Forse allora, viene da ipotizzare, che a Tursi avanzassero 30 mila euro.
E pensare che sono sempre così tante le richieste da parte dei cittadini di pulire, potare e sistemare i nostri giardini pubblici e i nostri parchi, a cui regolarmente l'Assessore al Verde Luca Dall'Orto risponde di non avere fondi sufficienti. Polemica a parte, visto che lo studio ormai è fatto, valutiamo i dati in nostro possesso.
I rischi più gravi per il verde sono inquinamento, terreno compatto e impianti troppo vicini, ossia alberi piantati uno al fianco dell'altro. Ma nel complesso la situazione regge. Sono state analizzate 45 aree verdi nel centro città, nel ponente e nel levante per ottenere dati relativi allo stato di salute delle singole specie arboree e al livello complessivo delle aree verdi. Sono in difficoltà in genere le conifere specie i pini (che rappresentano il 10% del patrimonio comunale) e i cedri (4%), mentre vivono bene i bagolari (8%), i ligustri del Giappone (1%), i tigli (3%), gli aceri (1%), le magnolie (1%) e le sofore (6%).
Ci sono poi casi particolari come quello di Villa Gruber dove la prima impressione di salute delle conifere presenti, molto scenografiche, viene ribaltata dalla sentenza di alto stress delle foto ad infrarossi. Una situazione che potrebbe essere causata dall'intenso traffico di Corso Solforino e dai venti di mare che portano verso quella zona un carico elevato di inquinanti. Troppo ravvicinate invece le conifere di Villa Rossi a Sestri Ponente, mentre in piazza Bonavino la necessità di un intervento urgente era già stata rilevata da tutti, Aster compresa.
Nella zona del centro un discorso a parte meritano Corso Torino e via Casaregis dove il platano sembra resistere bene se non fosse che, essendo cavo, necessità di controlli da terra. Questo vuol dire che agli infrarossi i platani risultano sani ma, non è detto che lo siano.
E infatti un'analisi Vta (Visual tree Assessment) effettuata da personale esperto risulta comunque necessaria prima di intervenire. Il progetto comunque, alla fine, a qualcosa servirà visto che, come afferma l'Assessore Dall'Orto «i quattro miliardi di euro lordi che abbiamo a disposizione per la manutenzione straordinaria del verde pubblico grazie a queste informazioni verranno spesi meglio. Saremo infatti in grado di pianificare gli interventi nelle zone e sugli alberi che ne hanno reale e immediata necessità». Ma prima, con buona pace delle foto, dovremo comunque mandare i giardinieri a verificare.